Scomparsi desaparecido Los Roques

Scomparsi desaparecido Los Roques

Scomparsi -desaparecido- Los Roques

[Chi vi ha preparato questo articolo è lorenzo scarola - sa lui i sacrifici affrontati e le resistenze spirituali che ha dovuto superare - ricompensatelo con una preghiera]
http://nuke.vogliamo-sapere.org/
Venezuela, 4 gennaio 2008, mattina.
Otto turisti italiani salgono su un bimotore diretto a Los Roques, piccolo paradiso naturale nelle acque dei Caraibi.
Si tratta di circa mezz'ora di volo, le isole sono vicinissime.
Ma l'aereo non arriverà mai a destinazione.
Scompare senza lasciare traccia.
Davvero strano.
Nessuna notizia di: Annalisa, Bruna, Emma, Fabiola, Paolo, Rita, Sofia, Stefano.

Però in questi mesi qualcosa è successo, sono emersi una serie di fatti incongruenti, di circostanze che non quadrano. Quando poi i parenti hanno scoperto due documenti chiave che riportano una verità diversa da quella ufficiale sul:

  • 1- numero dei passeggeri a bordo,
  • 2- telefonate dei cellulari due ore dopo il presunto affondamento.
è diventato più che chiaro che qualcosa in questa vicenda criminosa viene deliberatamente nascosto.
Perché e che cosa?
Questo articolo raccoglie, ordina e analizza le informazioni disponibili.
Quelle che non troverai MAI sulla stampa ufficiale.

Aiutaci a far sentire la nostra voce: diffondi questo articolo.

  • E' intollerabile e terribile che la scomparsa di tante persone non faccia più notizia.
  • E' intollerabile che lo Stato italiano non sia in grado, a 5 mesi dal fatto, di dirci alcunché [e sposi in pieno le falsità del Governo Venezuelano].
  • E' uno scandalo che i documenti importanti siano i parenti, e non le autorità, a recuperarli.
  • Che siano i parenti a dover stimolare lo Stato ad attivarsi.
  • Che siano i parenti ad autotassarsi per promuovere iniziative di sensibilizzazione, pagare avvocati, condurre indagini.

Questo è anche il tuo Paese. Insieme possiamo unire le nostre voci e farci ascoltare. Pretendere ciò che ci spetta.
Diffondi questo sito e queste informazioni tra i tuoi amici, tra i tuoi colleghi, perfino tra chi non conosci. Grazie.

http://it.truveo.com/Scomparsi-Los-
Roques-Kilimangiaro-intro/id/1726598920
contattaci@famigliadurante.org

All'interno di "Alle Falde del Kilimangiaro" c'è stato un ampio servizio (45 minuti) dedicato al scomparsa dell'aereo di Los Roques. Hanno partecipato in studio Romolo Guernieri (padre di Bruna), Debora Napoli (sorella di Fabiola), Dina Galli (mamma di Stefano).
Un ringraziamento di cuore alla Sig.ra Licia Colò per l'interessamento e la splendida conduzione.
http://www.stefanoefabiola.org/
4 gennaio 2008. 14:58 ora italiana.
Un piccolo aereo bimotore che trasportava otto turisti italiani è scomparso a 83 chilometri dal piccolo aeroporto di Gran Roque, la regina delle isole dello splendido arcipelago di Los Roques, nel Mar dei Caraibi.
A bordo di quel piccolo aereo (costruito nel 1987 in Cecoslovacchia!) c'erano Stefano Fragione e Fabiola Napoli, coppia di neo sposi romani in viaggio di nozze, che deve coronare una storia d'amore durata 7 anni.
Un regalo da parte degli amici di sempre e colleghi della coppia che ora non si danno pace per quanto è accaduto.
Da giorni la Protezione Civile Venezuelana, comandata dal generale Antonio Rivero, sta cercando il velivolo, o i resti, su un'area di 5000 chilometri quadrati tra l'oceano atlantico e le coste venezuelane.
Ma nessuna traccia fin'ora è stata ancora trovata.
Il punto di in cui è avvenuto l'ultimo contatto radio tra la torre di controllo di Gran Roque e il pilota del piccolo aeroplano della “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air” (che ha segnalato un avaria ad entrambi i motori) è profondo circa 900 metri e l'aereo era a poco meno di 1000 metri di altitudine.
Le autorità hanno subito parlato di un schianto e di un successivo inabissamento dei rottami.
Ma nulla in giorni e notti di ricerche è mai stato trovato galleggiare sulla superficie, come è solito in qualsiasi caso di schianto in acqua.
Non un sedile, una valigia. Nulla che possa far pensare che il piccolo aereo della “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”, sia precipitato nel tratto di mare in questione.
(…) Un'altra congettura sarebbe quella del dirottamento.
Un precedente risale a circa dieci anni fa.
Un altro bimotore, con a bordo un'italiana, fu sequestrato, nella stessa zona da narcotrafficanti.
In quel caso i passeggeri furono presi come ostaggi poi uccisi.
I loro corpi furono gettati in acqua.

Qualsiasi cosa sia successo, Stefano, Fabiola e tutti gli altri passeggeri dell'aeroplano ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E, non può essere sparito nel nulla. Le autorità venezuelane hanno annunciato oggi che le ricerche si stanno per concludere. Una cosa, questa, che noi non vo
gliamo assolutamente. Stefano, Fabiola e tutti gli altri italiani a bordo di quell'aereo devono tornare a casa!
VENEZUELA:
LA GIORNALISTA DEL TG5 CRISTINA PARODI:
LI ABBIAMO CERCATI
CRISTINA PARODI:“IL PILOTA DEL NOSTRO AEREO VOLAVA IN TONDO E CI CHIEDEVA DI GUARDARE SE GIÙ C'ERA QUALCOSA” Roma, 5 gen. - (Adnkronos)-
«Lo abbiamo saputo appena atterrati all'aeroporto di Caracas.
Ecco perché il pilota del nostro aereo volava in tondo sopra lo stesso tratto di mare chiedendoci di guardare giù alla ricerca di qualcosa che non ci voleva dire e non ne capivamo il motivo.
Girava, girava, ma non c'era niente da vedere [neanche le tante unità del governo pronamente accorse? ]a parte il mare».
Lo afferma al «Corriere della Sera» la giornalista del TG5 Cristina Parodi, appena rientrata dall'arcipelago venezuelano di Los Roques nelle cui acque è andato disperso ieri un velivolo con otto italiani a bordo.
«Abbiamo fatto il viaggio contrario a quello dell'aereo caduto. Incredibile.
Penso che sia stata una questione di minuti» aggiunge la Parodi che sottolinea che le «condizioni meteorologiche erano ottime, cielo sereno, non un filo di vento, una mattina ideale per volare [e planare dolcemente]».

(Rre/Zn/Adnkronos) 05-GEN-08 10:37
VENEZUELA: COPPIA DI ROMANI A BORDO DEL VELIVOLO CADUTO, ERANO IN VIAGGIO DI NOZZE -
IL DOLORE DELLA MADRE DI UN DISPERSO: “NON È POSSIBILE” Roma,5 gen. - (Adnkronos) - «No. Non è possibile. Non è possibile. Il mio bambino, il mio bambino, no». Questo lo sfogo di Dina Galli Fragione, madre di Stefano Fragione, uno dei dispersi dell'incidente aereo in Venezuela, dove si era recato in viaggio di nozze con la moglie, Fabiola Napoli, anche lei a bordo del velivolo. Parole di dolore riportate dalla 'Repubblica: «La madre non ce la farà - No, non ce la farà a superare anche questo dolore, se a Stefano e Fabiola fosse davvero successo qualcosa. (...) La più grande felicità di Dina è stata vederlo finalmente sposato». - dice la signora Rosaria, amica di famiglia, al quotidiano romano. I due si erano sposati il 29 dicembre scorso. (Mra/Col/Adnkronos) 05-GEN-08 11:34 http://www.stefanoefabiola.org Sito ufficiale vicenda Los Roquez 78 http://www.vogliamo-sapere.org Notizie sulla vicenda curato dagli amici di Bologna Il 4 gennaio 2008 le vittime, si trovavano in Venezuela sul volo da Caracas per Los Roques.
Un itinerario di poco più di 30 minuti.
Ma quell'aereo non è mai arrivato; è sparito dopo aver lanciato un allarme [molto pacato e ancor più pacata rispondeva la torre di controllo] durante la fase di atterraggio.
Dieci giorni dopo sulla spiaggia di Falcon, a circa 330 km dal punto da cui è stata segnalata l'emergenza è stato ritrovato solo il corpo del copilota.

Si è creata una comunità formata da amici, famigliari, ma, anche da molte persone che vogliono dare il loro contributo a questa terribile vicenda: http://www.stefanoefabiola.org/
Vogliamo: Paolo, Bruna, Sofia e Emma, Stefano, Fabiola, Rita, Annalisa e altri 4 passeggeri e i 2 piloti. [(io voglio i 4 satanisti clandestini, poiché il pilota dichiara di avere 16 passeggeri a bordo) il 22-03-09 Alle Falde del Kilimangiaro, si riporta registrazione del pilota che dichiara 16 passeggeri] Erano le dieci del mattino, le 15 in Italia, quel maledetto venerdì 4 gennaio. Sul “Let-410” della compagnia “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”, decollato da Caracas per le isole Los Roques sedevano due piloti e 12 passeggeri: tra cui, tre venezuelani e un cittadino svizzero.
Dieci giorni dopo si ritrova il solo cadavere del copilota, riconosciuto attraverso le impronte dentarie. Accanto galleggiava il giubbotto di salvataggio con la luce stroboscopica in dotazione al personale di volo (notizia falsa e smentita dalle autorità, il corpo è stato trovato spiaggiato).

Era già successo dieci anni fa.
Nelle stesse acque intorno all'arcipelago de Los Roques, davanti a Caracas, in Venezuela.
Un piccolo aereo da turismo con 4 passeggeri precipita in mare trascinando sul fondale un avvocato di Amnesty International, un suo amico australiano ed una coppia di giovani sposi veneti, Mario Parolo e Teresa de Bellis.
Iniziano le ricerche; viene recuperato solo il corpo dell'amico dell'avvocato, ma nessuno riesce a recuperare gli altri cadaveri.
Due incidenti quasi fotocopia: "ma questa volta non vogliamo che cada il silenzio sulla morte dei nostri cari".
I familiari degli scomparsi hanno aperto un sito con il nome
dei loro cari: http://stefanoefabiola.org e in dieci giorni hanno raccolto quasi diecimila contatti. Una grande platea di amici e conoscenti che vogliono sapere, chiedono notizie, rilanciano agenzie venezuelane e annunciano servizi giornalistici sulle televisioni nazionali. Dopo 78 ore di volo, le ricerche con gli aerei sono state sospese; ora a cercare i corpi c'è solo una nave oceanografica che in un'area di 5.000 chilometri quadrati tenta di rintracciare con il sonar i resti dell'aereo [MA, NESSUNO DEI 20 AEREI SCOMPARSI SI TROVERÀ PERCHÉ ESSI NON SI SONO MAI ABISSATI? SIAMO DI FRONTE AD UN CASO DI SCIACALLAGGIO E DI PIRATERIA DI STATO? Da sempre nella storia del genere umano abbiamo avuto pescatori che si sono dedicati alla pirateria, per ovvi motivi lucrativi per quanto crudeli].
"Se ci andassero anche le nostre unità militari - ripetono i famigliari dei dispersi - forse li avremmo già trovati.
Su qualche fotografia scattata dai satelliti spia potrebbero esserci informazioni utili, ma nessuno vuole darci quelle immagini".
  1. Chavez in persona si è impegnato a fare tutto il possibile. (...)
  2. Il generale Antonio Rivero, responsabile della Protezione civile venezuelana, (...) "Sta facendo l'impossibile per trovare i nostri connazionali",
  3. ha confidato Elisabetta Belloni, capo dell'Unità di crisi della Farnesina.

VALIOSA AYUDA! WE ARE ASKING FOR YOUR PRECIOUS - HELP! CHIEDIAMO IL VOSTRO AIUTO (AYUDENOS.pdf) Conto Corrente e Associazione per Ricerche Famiglia Durante C/C intestato a: DURANTE ALESSIA GUERNIERI SILVIA IBAN:
IT/10 /Q /02008 /12011/000041188193
Causale versamento "Ricerche Famiglia Durante" per scomparsa con gli altri passeggeri il 4 gennaio nel volo yv2081 Maiquetìa/Los Roques, e recupero dell'eventuale relitto.


Associazione dei Familiari (al 06/03/2009 ci sono 1.619 isc
ritti) L’Associazione ” DISPERSI LOS ROQUES DEL 4 GENNAIO 2008 statuto1.doc Sabrina Durante C/O STUDIO DOTT.GIUSEPPE FIABANE Via Lancieri di Novara n.3 - 31100 Treviso Mail: sdurante@studiofiabane.it


<<<<<>>>>>
http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/?q=node/1326
Otto italiani dimenticati
Pubblicato da Bruna Bianchi Gio, 28/02/2008 - 16:53 Sono quasi due mesi che un bimotore si è portato via 14 persone e con loro otto italiani.
Dove li ha portati non si sa perché non si trovano, né le persone, né il piccolo aereo da turismo sul quale viaggiavano.
Il “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”, era una specie di autobus che collega l'aeroporto di Caracas, in Venezuela, con le isole Los Roques che gli stanno proprio di fronte, a mezz'oretta di volo.
Dal 4 gennaio il Venezuela sostiene l'ipotesi più logica: è precipitato in mare.

I familiari e gli amici di quegli otto dispersi però ci devono credere sulla parola perché in mano non hanno proprio niente e con tenacia e orgoglio ogni giorno riempiono internet di messaggi per i loro cari, convinti che si tratti di un mistero, a cominciare dai telefonini che squillavano dopo l'incidente e finendo con quel corpo, l'unico, del copilota, ritrovato dopo 11 giorni su una costa lontana 154 miglia in condizioni non così disastrose da fare pensare che sia stato tanto a lungo in acqua.
Bisogna fidarsi dei medici sulla parola, perché di scritto c'è ben poco:

Hanno dichiarato che il poveretto è morto subito, per l'impatto della caduta.
Come sia uscito dall'aereo (il solo) non è ben chiaro,
né è chiaro perché avesse il giubbetto di salvataggio ma fosse completamente spogliato, a parte gli slip. Misteri del mare? Anche i pesci l'hanno snobbato, pover'uomo.
Ho visto la foto e ho capito che i pesci come i barracuda o gli squali fanno gli schizzinosi limitandosi a sgranocchiare due avambracci e un polpaccio.
Gli esperti dicono che non amino i corpi morti e allora dobbiamo dedurne che l'abbiano mangiato quando era vivo.
E se era vivo come ha fatto a morire per lacerazione cardiaca durante l'impatto con l'acqua a forte velocità?
Il pilota che lancia un SOS che suona un po surreale.
Poi seguono il silenzio e le ricerche, tutte infruttuose, compiute per giorni.
Non si è visto nemmeno un gorgoglio d'acqua, un cappellino, un sandalo, un paio di occhiali o un altro giubbotto di salvataggio che, almeno quello, galleggia di sicuro.
Non si è trovato niente di niente e sono passati due mesi.
In un aeroporto come quello di Los Roques dove la pista è in terra battuta, i radar non esistono, le registrazioni nemmeno e si guarda col binocolo dove può essere finito un aereo, tutto può essere.

La cosa peggiore è che in questo aeroporto atterravano e continuano ad atterrare moltissimi italiani per le vacanze e altrettanti ci vivono perché il turismo va forte e nessuno si sogna di fermarlo.
La cosa ancora più strana è che l'inchiesta italiana e quella venezuelana [vanno a braccetto].
<<<<<>>>>>

REPÚBLICA BOLIVARIANA DE VENEZUELA
MINISTERIO DEL PODER POPULAR PARA RELACIONES INTERIORES Y JUSTICIA DIRECCIÓN NACIONAL DE PROTECCIÓN CIVIL Y ADMINISTRACIÓN DE DESASTRES v. Rufino Blanco Fombona, cruce con calle Rafael Arvelo, Santa Mónica. Caracas – Venezuela Telfs: (0212) 662.67.59/ 662.32.05/ 662.76.71/ Fax: (0212) 693.66.29 E-mail: dnpcad@pcivil.gob.ve DNPCAD Caracas, 24 Gennaio 2008 Eccellentissimo Luigi Maccotta Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica Bolivariana del Venezuela. Ho l’onore di salutarLa e darLe risposta alle note datate 14 e 15 gennaio con cui richiedeva a questa Direzione Nazionale di Protezione Civile e Amministrazione dei Disastri, la relazione relativa all’incidente aereo dell’Aeronave appartenente alla ditta “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”, accaduto in data 4 gennaio 2008 vicino a Los Roques, così come l’informazione relativa al corpo ritrovato sulle coste dello stato Falcón. RELAZIONE PRELIMINARE: Breve descrizione del volo. Venerdì 4 Gennaio 2008, alle 9.13 l’aeronave “LET 410 YV 2081” della ditta “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air” inizia il volo sulla rotta Maiquetía - Los Roques con a bordo 12 passeggeri [22-03-09 Alle Falde del Kilimangiaro, si riporta registrazione del pilota che dichiara 16 passeggeri, (abbiamo a bordo 4 dirottatori non registrati?)], pilota e copilota, con un tempo di rotta di 32 minuti ed un’autonomia di volo di 2,30 ore. Alle 9,23 il pilota dell’aeronave comunica con la torre di controllo di Maiquetia notificando posizione, altezza e cambiando la frequenza con la torre di controllo di Los Roques alle 9.38; il pilota dell’aeronave Cap ESTEBAN BESSIL informa la torre di controllo di Los Roques di trovarsi nel radio 024 di Maiquetia a 16 miglia nautiche da Los Roques con un’altezza di 3.000 piedi in discesa e di avere i due motori spenti [“e due ore di carburante”, particolare irrilevante se i due unici motori sono spenti (forse è un messaggio?)].

PIANO DI VOLO:
L’aeronave parte dall’Aeroporto Internazionale "SIMÓN BOLÍVAR" (SVMI) Maiquetía, Venezuela con destinazione la pista "Gran Roque" nel Parco Nazionale Arcipelago di "Los Roques", (SRS), Venezuela.

EQUIPAGGIO:
DUE (02)

  1. Pilota: Esteban Lahoud Bessil Acosta, C.I. N°: V-9.971.940, nato: 07mar71, etá: 36 anni.
  2. Copilota: Osmel Alfredo Ávila Otamendi, C.I. N°: V- 6.337.115, nato: 23sep70, Etá: 37 Anni.
PASSEGGERI:
DODICI (12)

  1. Karina Ruiz. C.I. N°: V-20.753.876.
  2. Yza Adelgrth Rodríguez Fernández. C.I. N°: V-10.865.069.
  3. Alexander Niermann. Passaporto: F-22527
  4. Patrícia Estela Alcala Kirschner. C.I. N°: V-13.693.731.
  5. Bruna Guernieri. Passaporto: D-917567.
  6. Paolo Durante. Passaporto: Aa-0382186.
  7. Sofía Durante. Passaporto: .Aa-0362016.
  8. Emma Durante. Pasaporto: Aa-0362013.
  9. Stefano Fragione. Pasaporto: Aa-2226232.
  10. Fabiola Napoli. Pasaporto: Aa-2226238 Annalisa Montanari.
  11. Pasaporto: 710123t. Edad: 42 Años.
  12. Rita Calanni Rindina. Pasaporto: Aa-0810558. Edad: 46 Años.

AERONAVI IN RICERCA E SALVATAGGIO (SAR) [quando EFFETTIVAMENTE sono partite le ricerche?]. (…) [Tutti quelli che dovevano cercare c'erano? ma non hanno trovato niente di niente!]
Massime autorità nel coordinamento Generale delle Operazioni: CA (ARV) Victor Araujo Martínez Cmnte. di Guardacoste della Marina venezolana. + G/B (AV.) Ramón Viñas Presidente dell’Istituto Nazionale di Aviazione Civile G/B (EJ.) Antonio Rivero González, Direttore Nazionale di Protezione Civile ed Amministrazione di Disastri. (...) Giovedì 10 gennaio 2008, si iniziano le ricerche sottomarine per localizzare l’aeronave in profondità nell’area del possibile incidente usando un apparecchio localizzatore di suoni “Idrofono” posto su un motoscafo della Marina venezuelana, per calcolare la profondità e posizione dell’aeronave, poiché quest’ultima aveva una scatola nera dentro la cabina [informazione dubbia, infatti per legge questi aerei in Venezuela non hanno l'obbligo dei sistemi di sicurezza come scatola nera e transponder), allora, si sono messi a cercare una scatola nera che loro sapevano non esistere?], dispositivo che emette suoni per localizzarla con l’apparecchio segnalato, dando esito negativo nell’area del presunto impatto:
si segnala che il dispositivo era stato anteriormente verificato e funziona correttamente. Si da fine all’operazione il 14 gennaio senza risultati positivi [allora, o la scatola nera non esiste e allora non può trasmettere in un braccio di mare ben delimitato dalle indicazioni del pilota e quindi mentono sapendo di mentire o se la scatola nera esiste l'aereo è stato dirottato in una delle 370 dell'arcipelago]. Sabato 12 Gennaio, durante la notte nelle coste dello stato Falcón fu localizzato il corpo di una persona che viene recuperato in mattinata di domenica 13 (...) Il corpo viene identificato da familiari come Osmel Ávila, che era il copilota dell’aeronave YV-2081. Le possibi
li cause della morte della persona segnalata sono state determinate dello staff del medico forense, e in concordanza con l’informazione data dal medico forense, la vittima muore a seguito di un forte colpo nel petto che genera polifratture nella regione intercostale e dello sterno, lacerazione del cuore, ed una grande frattura nella mano sinistra [immaginiamo quante botte gli hanno dato, se si è trattato di un sequestro]. Il salvagente era parte dell’equipaggiamento che si trovava a bordo dell’aeronave per il volo, assegnato al copilota dato il tipo di dispositivo di emergenza che aveva attaccato la luce stroboscopia, che risulta essere di quelli usati dall’equipaggio.
Per ciò che riguarda le telefonate ai cellulari dell’equipaggio come ai passeggeri, nel processo di ricerca che realizza l’INAC come quello della Protezione Civile ed Amministrazione di Disastri si è fatta richiesta ufficiale dei registri di chiamate ai due operatori di telefoni cellulari in possesso delle persone segnalate, richiesta di registro di chiamate o qualunque registro che possa segnalare l’attivazione degli apparecchi prima, durante e dopo che fosse stata dichiarata l’emergenza dal pilota.
Le due operatrici consegnarono i registri dai quali si evidenzia che nessun apparecchio fosse stato attivato o avesse emesso segnale alcuno dopo l’ora dell’emergenza, solo si evidenziano in primo ordine chiamate entranti o uscenti prima della partenza dell’aeronave (09:13 HLV) e in secondo ordine si registrano da parte dei due operatori l’attivazione degli apparecchi prima dell’ora in cui il pilota dichiara l’emergenza o pochi secondi dopo (09:38 LHV), senza registrare chiamate entranti o uscenti posteriormente. [Falso! FALSO! Falso! Non solo il cellulare di Annalisa Montanari, ma anche il cellulare del copilota hanno chiamate postume di due ore e questo è confermato dai tabulati, che si sono tuttavia disponibili parzialmente. Questi cellulari hanno trasmesso alle 11,56 e alle 11,57!]
Analizzando, ciò ci indica l’ipotesi che all’entrare in emergenza uno dell’equipaggio e qualcuno dei passeggeri possano aver acceso i cellulari, che per norma dovevano essere spenti per il volo come si segnala prima del decollo, senza però riuscire a realizzare nessun’altra operazione per l’emergenza stessa e la rapidità con cui possa essere caduta l’aeronave, che al contatto con il mare o a bassa altezza non riuscirono ad allacciarsi con l’antenna o la base dei gestori che si trovano a Los Roques e che registrarono l’iniziale accensione, che si realizzò a certa altezza, sicuramente prima della caduta dell’aeronave; posteriormente non si hanno registri di nessun tipo si segnale [falso! Certamente falso e dimostrato dalle indagini PRIVATE dei familiari, come si certifica dai veri tabulati telefonici. Dichiarazione delle trasmissione Alle Falde del Kilimangiaro del 22 marzo 2009]. Analisi e Conclusioni Preliminari al 12 Gennaio 2008 (prima del ritrovamento del cadavere): Al momento di conoscere la dichiarazione di emergenza del pilota e all’attivazione di tutti i procedimenti di ricerca e salvataggio (SAR) delle istituzioni del governo del Venezuela, come da enti privati (iniziò 8 minuti dopo la dichiarazione di emergenza)[?], e al non individuare indizi sull’aeronave scomparsa e i suoi occupanti, si presume l’ipotesi di affondamento della medesima nella zona marittima dove dichiara l’emergenza il pilota, a seguito del basso tasso di galleggiamento (1 minuto) prima dell’ammaraggio che possa essere realizzato con un alta percentuale di esito [infatti, la velocità stimata del velivolo in relazioni alle sue proporzioni e tale da farlo planare dolcemente sull'acqua a motori spenti. Non dimentichiamo che tale velivolo può atterrare anche su terreni friabili. Non dimentichiamo pertanto che una altissima percentuale di esito positivo dell'ammaraggio è data per scontata. L'atterraggio previsto è così morbido che il copilota non ha bisogno di legarsi e se l'atterraggio fosse stato violento il velivolo si sarebbe distrutto nell'impatto lasciando in galleggiamento molti frammenti, che non ci sono stati], ma con la certezza di un gran impatto senza che si sia staccata parte alcuna [questa è una considerazione contraddittoria]. Infine segnaliamo che fino ad oggi la nave potrebbe trovarsi nel fondo marino tra le 6 e 2 miglia nautiche dalla costa dell’arcipelago conosciuta come Barriera Sud ad una profondità tra i 400 e 1000 metri [ma se l'aereo stesse li, lo avrebbero già trovato a motivo degli impulsi della scatola nera!]. Analisi e Conclusioni posteriori al ritrovamento di un corpo senza vita , identificato come il copilota dell’Aeronave YV2081, e del ritrovamento di un salvagente, fino oggi 17 Gennaio 2008. Si mantiene l’ipotesi segnalata dell’affondamento dell’aeronave e il fatto che ritrovare fino ad oggi un solo corpo senza vita del copilota e un salvagente, semi-gonfiato (un solo cilindro attivato, l’altro è scomparso), ci fa presumere con gran possibilità di certezza che il copilota essendo il membro dell’equipaggio incaricato di assistere nell’emergenza dentro l’aeronave, di aprire le porte di emergenza tanto quella vicino a sé come quella posteriore, si infilò il salvagente, si slacciò la cintura di sicurezza, dando istruzioni ai passeggeri sull’uso della cintura e del salvagente in vista della situazione per cui al momento dell’impatto con l’acqua a una velocità superiore ai 180 KM/P, nonostante sia riuscito l’ammaraggio, colpì un oggetto che gli occasionò i traumi segnalati e la morte istantaneamente [non è morto affogato perché, non si è trovata acqua nei polmoni e poiché l'affondamento è avvenuto immediatamente dopo il copilota è morto di colpo fulminato?]. Forse qualche attimo prima può aver attivato parte del salvagente durante l’affondamento, cosa che lo portò fuori dall’aeronave, in un primo caso attraverso di una delle porte che abbia potuto aprire [avete mai visto un morto fulminato di colpo nell'impatto della superficie marina aprire il portellone di sicurezza? Sarà stato uno zombi?] ed essendo forse l’unico a bordo senza cintura di sicurezza o legato all’aeronave, se quest’ultima è rimasta completa o, nel caso di frattura dell’aeronave al momento dell’impatto [ora nel caso di frattura dell'aeronave sarebbero comunque stati molti gli oggetti che avrebbero galleggiato, cosa che le TEMPESTIVE RICERCHE escludono categoricamente] senza che rilasciasse relitto alcuno o i passeggeri durante l’affondamento e per la pressione marina a seguito di fratture il corpo del copilota sia rimasto libero, forse unica persona non legata. Il perché non si sia ritrovato durante la ricerca in superficie, segnala che le correnti sottomarine l’abbiano trasportato per vari giorni in profondità [senza acqua nei polmoni che rimangono pieni di aria e con il giubbotto di galleggiamento? Impossibile!] per poi farlo emergere. Il fatto di non avere il salvagente addosso e che sia stato ritrovato a 350 metri e senza vestiti, possibilmente deriva dall’attacco di pescecani e altri pesci come segnala la mancanza di muscolo nell’estremità inferiori e che deve aver sofferto una volta in superficie, com'è caratteristico di questa fauna marina [ma qui siamo alla schizofrenia della logica: o il salvagente impediva al corpo di essere trasportato in profondità e in questo caso si sarebbe trovato legato al cadavere o il salvagente staccatosi, in una qualsiasi fase del galleggiamento, mai avrebbe potuto trovarsi a pochi metri di distanza dal cadavere. Se non vogliamo scartare l'ipotesi che un atto di sciacallaggio abbia voluto sottrarre il salvagente al cadavere e che poi notandolo deteriorato lo abbia abbandonato nei pressi]. Il caso continua aperto e in processo di investigazione da parte del Ministerio Público con il Dr. José Gregorio Morales, Fiscal Primero con competenza nazionale in Materia Aeronautica e che ha istruito le istituzioni che operano nel caso a seguire il processo di localizzazione di indizi nell’area finora segnalata, tra le coste dello stato Zulia, passando per Falcón, Carabobo, Aragua, fino allo stato Vargas in Maiquetía e a nord fino a Los Roques seguendo la linea mediana fino ad ovest con le Antille Olandesi a cui il Ministero degli Affari esteri venezuelano ha richiesto qualunque informazione che possa essere riferita al ritrovamento di qualunque indizio. La localizzazione sottomarina continua con l’intervento della ditta INCOSTAS SA, su contratto della Protezione Civile ed Amministrazione di Disastri e sotto controllo del Comando de Guardia Costa della Marina del Venezuela, che deve impegnare la nave Oceanografica che è pronta a uscire dalla darsena di riparazione. Per ampliare la ricerca si spera contrattare i servizi di una ditta di Trinidad per mezzo della INCOSTAS. In conclusione possiamo certificare che il presunto segnale di chiamata dell’apparecchio cellulare dell’equipaggio dell’aeronave, indicando che fosse possibilmente acceso e con ciò una possibilità di vita di queste persone sia totalmente nullo, mantenendosi l’ipotesi dell’affondamento dell’aeronave con gli occupanti che non sono stati ancora ritrovati. Martedì 22 gennaio 2008, questa Direzione Nazionale parla con Guido Niccolini di cittadinanza italiana, che attraverso l’ambasciatore del Venezuela in Italia Rafael Alejandro Lacava, presentò la sua impresa specializzata in localizzazione sottomarina di oggetti affondati ed il loro recupero a grandi profondità Questa Direzione Nazionale a fronte di questa proposta pianifica la gestione iniziale della localizzazione come ha fatto finora e ha in preventivo la proposta di contrattazione della ditta o un’altra, sotto lo scrutinio delle più alte autorità di governo e in accordo con i familiari [proprio così? No! I familiari gridano: “tradimento!”], la ditta operatrice dell’aeronave e i governi dei passeggeri che viaggiavano nell’aeronave. Senza altri particolari a cui fare riferimento, consegno l’informazione richiesta al Suo ufficio per Sua conoscenza ed altri fini, reiterandole la mia considerazione e più alta stima. GRAL. BRIG. (EJ.) ANTONIO JOSÉ RIVERO GONZÁLEZ DIRETTORE NAZIONALE CC. Mirta Gentile Console d’ Italia. Anexo: Lo Indicado
<<<<<<<>>>>>>>
GUARDIAMO PIÙ DA VICINO QUESTA BRUTTA STORIA E VEDIAMO IL VALORE MORALE DEGLI ATTORI: INFATTI PESANTI E DOCUMENTATE ACCUSA SONO MOSSE DA UN TESTIMONE PARTICOLARE:
http://famigliadurante.org/index.php?option=com_content&task=view&id=45&Itemid=36

Aviazione in Venezuela (I): Fatti sconosciuti dell'incidente di “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”
Traduzione dallo spagnolo a cura di "Amici Famiglia Durante" Daniel Lara Farías

- Venerdì 11 gennaio 2008 Tutta la mia vita è stata relazionata con l’aviazione. Per motivi famigliari e professionali.
Quando ho saputo dell’incidente dell’aeronave dell’azienda “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air” che percorreva la rotta Los Roques-Maiquetìa mi sono venute in mente fatti relativi a questa azienda. Cose che hanno avuto a che vedere con il mio passaggio nell’amministrazione pubblica. Fatti relativi alle funzioni che ho svolto come funzionario dell’Istituto Nazionale di Aviazione Civile e che sento che è arrivato il momento di dirle.

I - Cos’è “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”?
Questa azienda, come molte altre del settore aeronautico venezuelano, appartiene ad una famiglia. Il fondatore dell’azienda fu Efraìn Rodriguez (Padre).
L’azienda ha sempre sfruttato la rotta a Los Roques oltre ad avere un discreto sviluppo in rotte che ricoprono l’area dei caraibi olandesi, e cioè, Curazao, Bonaire e Aruba.
Gli aerei utilizzati dall’azienda sono “Let 410 UPV”, di fabbricazione polacca, con capacità di 19 passeggeri. Un aereo di poco costo, come solo i paesi dell’antica orbita sovietica si possono permettere. Questi aerei, in origine, non possiedono gli implementi elettronici che sono diventati obbligatori per gli aerei civili: GPWS (strumento che avvisa il pilota quando si avvicina pericolosamente alla superficie) TCAS (strumento che avvisa il pilota quando un oggetto fisso o un’altra aeronave si avvicina pericolosamente) e altri elementi che rendono più sicura la navigazione di questi aerei. Un aereo come questo è stato quello che è sparito venerdì 4 gennaio, esattamente una settimana fa, ad oggi che scrivo questo post. La storia dell’azienda è tragica, come tragica è la storia dei suoi proprietari:
il fondatore fu dato per morto quando è sparita la sua aeronave nella quale stava viaggiando, esattamente nella rotta che va a Los Roques
[GUARDA CASO].
I resti del signor Rodriguez Padre non si sono mai più ritrovati [GUARDA CASO].

I suoi figli, Efraìn e Miroslaba [E ORA, CHISSÀ PERCHÉ, SI ODIANO A MORTE... e NON DEVE ESSERE UNA QUESTIONE DI SOLDI, PERCHÉ I SOLDI SONO COMUNQUE TANTI, non è per caso che uno dei due accusa l'altro della sparizione del padre?], sono rimasti a capo dell’azienda e di Chapi Air, altra azienda che realizza le stesse operazioni.
I membri della famiglia si sono disputati in tribunale il controllo di entrambe le compagnie.
Un po sul serio e un po scherzando nel mondo aeronautico si dice che: “quella famiglia riceve Gesù Bambino [TROPPI SOLDI] e si fanno gli auguri di buon anno nei tribunali [INIMICIZIA INSANABILE].
Tanto truculenta è la relazione [VOGLIAMO VEDERE SE FRA I DUE
FRATELLI, chi è più BUONO?].

II - L’INAC e “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”

Il trattamento che riceve “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”, da parte dell’INAC non si può catalogare in altro modo:
L’Autorità Aeronautica venezuelana è stata ed è compiacente con l’azienda.
Le ragioni sono multipli.
Posso citare un caso in cui sono stato testimone e protagonista e che chissà possa essere utile ad illustrarla situazione.
L’INAC assegna:

  • 1- un analista di operazioni di trasporto aereo nazionale
  • 2- e uno internazionale per ogni aerolinea venezuelana. Inoltre assegna:
  • 3- un Ispettore di operazioni
  • 4- e un Ispettore di Manutenzione.

Per l’anno 2005 io ero l’analista di operazioni internazionali assegnato all’azienda “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”.
In quell’anno mi giunse una richiesta da parte dell’azienda per realizzare voli a Bonaire e Curazao.
Si analizzò la richiesta e si emise il permesso corrispondente, con una sola riserva: un’aeronave incorporata di recente alla flotta dell’azienda si escluse dal permesso perché non aveva ancora copertura assicurativa.
L’avrebbero potuta incorporare alla flotta, ma finché non avessero avuto la copertura assicurativa non poteva essere operativa.
Dopo alcuni giorni mi chiamarono dalla polizia aeroportuale di Valencia per dirmi che c’era un aereo di “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air” imbarcando passeggeri, però che nel permesso che avevamo inviato loro non c’era la matricola dell’aeronave.
“Non c’è perché non ha il permesso” – Dissi al funzionario di Valencia.
“allora non la lasceremo partire” – Mi rispose.
“Certo”, gli dissi per concludere la conversazione.

Pochi minuti dopo ricevetti sul mio cellulare la telefonata furiosa del gerente di operazioni dell’azienda.

(1)Urlando mi reclamò perché non avessi rilasciato l’autorizzazione all’aeronave. Mi passò quindi la comunicazione con il Presidente della compagnia.
(2) Anche lui mi gridò e mi reclamò la mancata autorizzazione di volo per quell’aeronave.

A tutti dissi lo stesso: Come puoi tu far volare un’aeronave senza polizza di assicurazione e in più arrabbiarti se ti negano il permesso di volo? Tutti gli interlocutori mi risposero allo stesso modo: con il silenzio.
L’unica eccezione fu la presidente della compagnia la quale mi minacciò con un arrogante:
(3)“questa storia non finisce qui!”
[è più che evidente che ci troviamo di fronte a 3 criminali e che gli stessi possono godere di incredibili complicità politiche] Dovettero utilizzare un’altra aeronave.
Io non mi preoccupai perché avevo la legge dalla mia parte.

Dopo alcuni giorni vidi uscire il gerente di operazioni della compagnia e il presidente della stessa dall’ufficio della gerente di linea Ing. Olga Scott.

Seppi poi che avevano richiesto un appuntamento per parlare del caso, si riunirono con l’Ing. Scott e con l’Avv. Carmen Lanza, capo della divisione di Operazioni Internazionali, alla quale appartenevo.
Secondo quanto mi raccontò l’Avv. Lanza erano volati insulti e improperi contro di me e chiesero la mia testa.
A questo punto il capo della divisione mi chiese se mi sentivo comodo consegnando l’azienda a un altro analiste.
Mi negai: significava un licenziamento indiretto.

Dopo alcuni giorni venni a sapere il perché si facesse tanto caso ad una azienda che infrangeva le regole e non ad un funzionario: il copilota dell’aeronave in questione era il marito della Ing. Scott.
Ecco il perché.

Dopo alcuni mesi mi licenziarono, fu Olga Scott a notificarmelo.

Dopo alcuni mesi la stessa Ing. Scott fu licenziata dopo che si era scoperto che autorizzò, con la sua firma, la partenza dal Venezuela dell’aereo DC-9 dall’aeroporto di Maiquetia carico di droga diretto verso il Messico, dove fu intercettato, sequestrato il contenuto e gli occupanti.

Due anni dopo, l’aeronave YV2081, marca LET-410 UVO-E, seriale: 872015, anno 1987 dell’azienda “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”, sparisce dopo essersi dichiarato in emergenza dal suo pilota. [La capacità di questi aerei è quella praticamente di atterrare quasi ovunque]
III - L’incidente
Alle 9:40 del mattino di venerdì 4 gennaio 2008, il pilota Esteban Bessil, comandante dell’aeronave “YV2081” dell’azienda “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”, ha notificato alla torre di controllo di Los Roques che stava volando con i motori spenti, che si trovava a 3.000 piedi di altezza a circa 60 miglia al nord di Maiquetia. Disse che aveva “due ore di autonomia” e che “avrebbe cercato di ammarare” Controllando il contenuto di ciò che ha notificato il pilota bisogna aggiungere:
-L’aeronave in questione normalmente vola in quella rotta a 10.000 piedi. Se era lontano dalla costa a 3.000 piedi al momento in cui si è dichiarato in emergenza, è perché stava cadendo in picchiata.

-Se i motori erano spenti ci sono solo tre alternative: è rimasto senza combustibile, c’è stata un’avaria di funzionamento che ha causato lo spegnimento o non si sono mai spenti e il pilota ha creduto il contrario.

-A 60 miglia al nord di Maiquetia non c’è più barriera corallina, quello che c’è è un fosso di 3.000 [il governo parla di soli 1000] metri di profondità. In caso di ammaraggio perfetto, senza movimenti bruschi, l’evacuazione dell’aereo si sarebbe dovuta realizzare in massimo 10 minuti [e non 1 minuto come dichiara il governo venezuelano].
Dopo di che l’aeronave si sarebbe inabissata.

-Se il pilota ha detto che “aveva due ore di autonomia” è perché considerava di avere sufficiente combustibile.

-Nel momento in cui è riportata l’emergenza, in Maiquetia non c’era radar. Era rotto.

-Nel momento in cui è riportata l’emergenza, gli unici due elicotteri destinati alla ricerca e salvataggio si trovavano nella zona di frontiera con la Colombia, aspettando Clara, Consuelo e Enmanuel.

-Solo dopo 4 ore dall’incidente sono partiti i soccorsi [non come afferma il governo].
-Le attività di salvataggio sono state dirette dall’Organizzazione Salvataggio Humboldt y dalla Difesa Civile.
L’Autorità Aeronautica venezuelana, che qui si è manifestata in tutto il suo splendore di inefficienza, ha dovuto chiedere il favore al proprietario del Sambil perché questi prestasse loro un elicottero. Così, il Presidente dell’INAC, GB. (Av) ) Ramón Viñas García, è arrivato a Los Roques grazie ad un “passaggio” offerto da un oligarca.
-
Fino ad ora, l’azienda non si è degnata di emettere un comunicato ufficiale sul caso. Ciò nonostante, hanno avuto la “delicatezza” di cancellare alle altre aeronavi dell’azienda il nome di “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air”.
Adesso i voli li realizzano come “Chapi Air”.
Il nome ormai ha una cattiva fama e, come capirete, bisogna proteggere gli affari…
-All’INAC si sta parlando di chiudere l’azienda.
Si parla anche di proibire il volo agli aerei LET, come quello che è sparito.
C’è una caccia alle streghe, vogliono cercare un capro espiatorio del caso.
Però mentre si cerca e si cerca dentro all’INAC, si trovano chicche come queste: la sorella del proprietario di Transaven, Avarì Rodriguez, ostenta il ruolo di “Ispettore di Sicurezza Aeronautica” dell’INAC.
Fate un po’ voi [ecco l'innocenza dei paesi latino americani, dove non hanno neanche bisogno di occultare le complicità].

Aviazione in Venezuela (II): Quello che dicono i tecnici sull’incidente Traduzione dallo spagnolo a cura di "Amici Famiglia Durante" sabato, 12 gennaio 2008
Nell’istante in cui scrivo queste linee, sono informato dell’agitazione che c’è nel mondo dell’aeronautica venezuelano per il caso dell’aeronave di Transaven sparita il 4 gennaio. Facendo un sondaggio d’opinione, senza troppo rigore, le dita accusatrici puntano quasi in modo unanime all’INAC.
Io vado oltre: accuso lo Stato venezuelano per la sua negligenza in questo caso e per l’incapacità di garantire un’aviazione sicura nel paese. (...)L’opinione dei tecnici è unanime sui seguenti punti:

-se si spengono i motori di una aeronave, la prima cosa da scartare è la mancanza di combustibile. In funzione di questo, le possibilità che si sono presentate sono:

1- Non si è rifornito sufficiente combustibile e per questo motivo si sono spenti i motori: (…) Ma qui si scontreranno con la legge e con la realtà:
le Regolamentazioni Aeronautiche Venezuelane obbligano gli operatori aerei a conservare i registri dei consumi di combustibile e di olio per alcuni anni. Inoltre, i registri li ha la compagnia ma anche PDV.

2- Il combustibile potrebbe essere stato contaminato: con acqua, o nel camion di PDV oppure nei serbatoi dell’aereo.
Anche questo è possibile verificarlo controllando il serbatoio del camion ed i serbatoi degli altri aerei riforniti lo stesso giorno.

3- Il tappo del serbatoio è rimasto aperto o era difettoso ed è fuoriuscito del combustibile da lì: l’aereo ha 4 serbatoi, e se ne riempiono due per ragioni operative.
No (...) È una tesi piuttosto azzardata.

4- Potrebbe essere stato un problema del selezionatore dei serbatoi?
Plausibile secondo alcuni.

Tutte le ipotesi del combustibile si analizzano basandosi sulle parole del pilota al momento in cui ha riportato l’emergenza “abbiamo due ore di autonomia”. Secondo queste parole, si deduce che il pilota presume – o è certo- di avere sufficiente combustibile.
-Difetto di qualche altro componente meccanico che paralizza le operazioni dei motori: secondo quanto mi hanno indicato, l’aereo che è caduto era il migliore della flotta aerea della compagnia.
Quello era l’aereo che realizzava il volo Aruba, Curazao e Bonaire.
Per poter operare con quell’aereo in voli internazionali, la compagnia aveva aggiunto quegli implementi che si chiamano “avionici” per i quali c’è l’obbligo nei regolamenti: Registratore di voce in cabina, Registratore dei parametri, GPWS, TCAS, ecc. Sebbene ogni aereo è suscettibile ad un cattivo funzionamento, per quanto perfetta siano la manutenzione ed il funzionamento previo, sorprende che proprio la miglior attrezzatura della flotta dell’azienda abbia avuto un cattivo funzionamento.

Ma, cosa è accaduto? Chi ha ascoltato la registrazione della conversazione del pilota con la torre di controllo, dicono che il pilota ha fatto il dovuto rapporto ma che si sentiva calmo.
“ Come se sapesse benissimo quello che stava facendo” mi dicono.
Non si può dire la stessa cosa del controllore di volo incaricato delle comunicazioni.

Un pilota con esperienza che ha ascoltato le conversazioni mi commentava, irritato, che la persona che parla dalla torre di controllo con il pilota si mostrava nervosa e impertinente, facendo domante che non venivano al caso.
Quello che gli è mancato di chiedere al pilota è stato di che colore voleva l’urna”. Non c’è stato uno sforzo dalla torre- sempre secondo coloro che hanno ascoltato la registrazione, io non l’ho sentita ancora – per fare le domande necessarie a determinare con certezza, per confermare varie volte l’ubicazione dell’aeronave.

Coloro che hanno ascoltato la conversazione, quelli che conoscono i piloti e quelli che conoscono la gestione della situazione di emergenza hanno proposto l’ipotesi del corretto ammaraggio.
Cioè: il pilota ha potuto gestire la situazione ed ammarare correttamente. Il problema è stato nell’evacuazione dell’aeronave. [?]
L’aereo non ha uscite d’emergenza addizionali alle porte normali. Ossia, la porta principale, sufficientemente grande, e la porta del copilota, stretta. Persone che conoscono il Let, mi dicono che la porta principale ha una serie di strumenti e bottoni di sicurezza che renderebbero molto difficile per uno che non conosce la manipolazione della stessa.
Il tema più difficile: la ricerca ed il salvataggio.
Dicevo all’inizio che ogni colpa ricade sull’INAC. Non esagero: se una compagnia non rispetta le regole di manutenzione, è l’INAC che glielo permette. Se una compagnia non rispetta le norme di rifornimento del combustibile e l’INAC non indaga, la responsabilità ricade sull’INAC. Però c’è qualcosa che non dobbiamo dimenticare ne ora né mai: le aeronavi destinate alla ricerca e salvataggio in caso di incidenti aerei in Venezuela, non si trovavano a Maiquetia nel momento in cui accade l’incidente. Erano in frontiera impegnati nell’operazione Enmanuel, quello che il governo chiama “riscatto umanitario” e che io, dopo aver visto l’intrigo propagandistico nel quale si è convertito l’evento, non posso chiamare in altro modo che “riscatto pubblicitario”. E cioè, le aeronavi che devono permanere 24 ore al giorno, per 265 giorni all’anno a disposizione della ricerca e salvataggio in caso di infortuni aeronautici, erano impegnate in una operazione del tutto estranea all’aeronautica. Se il governo voleva partecipare al famoso riscatto perché non ha utilizzato le aeronavi delle Forze Armate? O quelle di PDVSA? O di qualche governazione bolivariana? Disip, CICPC o qualunque degli organismo ufficiali muniti di aeronave? Se io fossi famigliare di uno degli scomparsi, non avrei dubbi a denunciare l’INAC, i suoi responsabili e lo stesso Stato Venezuelano per la sua incapacità palese di soccorrere uno degli esseri umani in mezzo a quella tragedia.
Peculato d’uso, malversazione di risorse, inettitudine, negligenza.
Tutto il codice penale non basta di fronte a questo fatto.

Tutto sembra indicare che l’aeronave ha potuto effettuare l'ammaraggio.
Forse i passeggeri si sono potuti salvare se ci fosse stata una risposta adeguata.
Non c’è stata. Omicidio colposo?
Bisogna prendere provvedimenti con l’INAC. L’aeronautica nazionale non può continuare ad essere in mano di esseri mediocri, inetti e amici del regime che saranno molto bravi a leccare i piedi, ma definitivamente non servono a garantire un’aviazione sicura. E adesso?
Intanto in Venezuela continuiamo ad avere un’aviazione insicura, un’autorità aeronautica inetta e dei cittadini che salgono sulle aeronavi credendo nella sicurezza che gli viene offerta.
Publicado por Daniel Lara F.
Aviazione in Venezuela (III): Il caso Transaven e ciò che dice la legge Traduzione dallo spagnolo a cura di "Amici Famiglia Durante"
Domenica 13 gennaio 2008 Sono trascorsi 10 giorni dallo sfortunato evento dell’aeronave YV2081 di Transaven e l’agonia, l’incertezza e l’impotenza aumentano ogni volta di più.

Solo congetture e speculazioni, poche certezze e molte, moltissime speranze infrante.
Questa mattina è stato ritrovato un cadavere galleggiando [?]seconda notizia FALSA del genere [?] sulle coste dello Stato Falcon.
Si attendono maggiori dettagli, le informazioni sono veramente difficili da assimilare.
L’unica certezza per ora ha a che vedere con le responsabilità: è chiaro che bisogna indagare Transaven e l’INAC.
Io ho deciso spulciare tra le normative aeronautiche, cercando spiegazioni e motivazioni. è chiaro che qui la legge venezuelana sembra essere solo un adorno. Ma credo che in qualche modo dobbiamo cominciare a rompere il vetro dell’ipocrisia nazionale, quella che si riflette negli appelli a cambiare le leggi che poi non si rispettano.
La missione dell’INAC e le normative.
Credo di aver già detto varie volte che il giorno dell’incidente l’incapacità dell’INAC è stata dimostrata nei seguenti fatti:

1-Le aeronavi destinate alla ricerca e salvataggio aeronautico si trovavano fuori dalla base, utilizzate nell’operativo “ENMANUEL”, un’attività assolutamente estranea alle funzioni proprie del servizio di ricerca e salvataggio (SAR)

2- Il radar di Maiquetia non era operativo nel momento della sparizione dell’aeronave.
Voglio dire che non sarà possibile individuare le tracce del volo dell’aeronave, per lo meno non con il radar di Maiquetia.

3-La prima aeronave inviata dal SAR è arrivata sul luogo oltre 4 ore dopo l’ultimo rapporto del pilota.
Conoscendo queste patetiche dimostrazioni di inettitudine dell’Autorità Aeronautica Venezuelana, al leggere nella pagina dell’istituto la Missione e Visione dell’istituzione, non resta altro che pensare che è sicuramente un esempio di sarcasmo: Missione: “Garantire la sicurezza e lo sviluppo dell’aeronautica civile venezuelana per contribuire allo sviluppo integrale della nazione”.
Visione: “Essere un’organizzazione efficiente per quanto riguarda la sicurezza e servizio aeronautico”.

Se una organizzazione non compie con la sua missione e non applica la sua visione, il minimo che può fare è sparire.
è persino macabra la lettura di queste linee.

La legge dell’Aeronautica Civile è più lapidaria, in ogni caso: “Capitolo IX dell’Infortunio Aeronautico (::J Articolo 92 Garanzia di Prestazione del Servizio.
Lo Stato garantisce la prestazione de
l servizio di ricerca, assistenza e salvataggio sul territorio nazionale, altri spazi geografici e la regione assegnata da accordi internazionali”.
è chiaro quindi che se uno soffre un infortunio alle 9 ed escono a cercarlo alle 12, la “garanzia di prestazione del servizio” è nulla, inefficace, poco seria, negligente, assurda e inopportuna.
Se a questo aggiungiamo che l’Autorità Aeronautica utilizza le sue aeronavi per qualsiasi cosa, meno che per i compiti di ricerca e salvataggio che sono quelli di sua competenza, quella garanzia è quanto meno un’utopia con sfaccettature criminali. In poche parole: quello che dice l’Articolo 92 non si rispetta:
l’INAC non garantisce la prestazione del servizio di ricerca e salvataggio.
Anzi al contrario: il principale scoglio per la ricerca e il salvataggio efficace è l’INAC.
“Capitolo IX dell’Infortunio Aeronautico (::J “Articolo 96 Autorità Competente per l’indagine di Infortuni e Incidenti di Aviazione.
Ogni infortunio e incidente dell’aviazione civile, sarà indagato amministrativamente dal Ministero delle Infrastrutture, mediante una Giunta Investigatrice di Incidenti di Aviazione” E cioè, il Governo indagherà il governo. Mi scuso ma non posso avere fiducia di questa indagine.
Non posso aver fiducia nel fatto che un governo indaghi se stesso e decida con imparzialità in un caso in cui non è arbitro se non parte interessata:
tutto sembra indicare che l’aereo è riuscito ad ammarare, però il problema è stato nell’evacuazione e nel riscatto.
E cioè: l’INAC (che è un organismo ascritto al MINFRA) fallisce nel suo lavoro di fiscalizzazione dell’aviazione al non prevedere la tragedia che può significare autorizzare delle aeronavi di quelle caratteristiche per operazioni su acqua, mal utilizza le risorse con l’urgenza richiesta in un infortunio, e sarà proprio il MINFRA che indagherà? Il governo condannerà se stesso?
Perché sono stati il governo nazionale, l’INAC, il MINFRA e lo stesso Chàvez coloro che hanno disposto l’uso delle aeronavi del SAR nell’operativo Enmanuel, cosa del tutto estranea alla ricerca e salvataggio.

Questa indagine, lo dico d’una buona volta, sarà viziata. I risultati saranno nulli, irrisori e scandalosamente parzializzati.
Quell’incidente ha molti colpevoli, ma il colpevole numero uno è lo Stato venezuelano. E se un colpevole indaga se stesso potete star certi che si dichiarerà innocente.
Questa sarà la settimana della caccia alle streghe nell’INAC. Nessuno vuole parlare del tema. Coloro che sono direttamente involucrati, però, si mostrano tranquilli. Tanto, in questi casi non succede mai niente… se non è successo niente quando è sparito in mare il DC-9 YV-03C di Aeropostal nel 92, né è successo nulla quando è caduta l’aeronave di Viproca (evento tragico tanto quanto quello di Transaven) né accade nulla quando cadono aerei civili e militari… perché ora dovrebbe essere diverso?
Per quanto mi riguarda, la denuncia sarà il mio modo di attuare per evitare che questo disastro rimanga così.
Sono certo che i famigliari dei passeggeri andranno oltre. E tutto per ottenere qualche cosa: che non accada mai più una disgrazia come questa.
Publicado por Daniel Lara F.
Aviazione in Venezuela (IV): Alcune semplici domande per l’INAC Traduzione dallo spagnolo a cura di "Amici Famiglia Durante"
Continuano a trascorrere i giorni e le notizie non sono fiduciose. Il cadavere che è apparso in Falcon, (…) Comunque, c’è incertezza. Quello che la gente dice, quello che ci chiedono è inerente soprattutto alla paura di montare su un aereo. Oggi una persona mi diceva che al comprare un biglietto aereo uno ha la sensazione di star comprando un biglietto della lotteria, una lotteria sinistra nella quale il premio maggiore potrebbe essere una tragedia. E’ necessario continuare a denunciare, continuare ad informare e continuare a reclamare. Solo con la pressione del pubblico farà si che le autorità e le aziende prendano coscienza del peso delle responsabilità che hanno [?]. Oggi ho cercato di organizzare un questionario, parlando con gente vincolata all’aviazione e verificando opinioni estranee e informazioni. Un questionario di domande basiche che l’INAC è obbligato a rispondere ai venezuelani: L’INAC ci deve queste risposte:
1- E’ vero che il giorno dell’incidente non c’era radar in Maiquetia? Qual è lo stato ed il funzionamento degli equipaggiamenti di aiuto alla navigazione aerea (radar, torri di controllo, centro di controllo ecc)?

2- Perché le aeronavi del SAR si utilizzarono per la Missione Enmanuel, cosa che non aveva nulla a che fare con l’aeronautica?

4- E’ vero che la prima aeronave in missione ufficiale diretta dal SAR nel caso Transaven è arrivata sul luogo 4 ore dopo il primo rapporto di emergenza? A cosa è dovuto questo?

6- Sono sicure le operazioni aeree realizzate con le aeronavi LET come quella sinistrata?
7- Cosa garantisce l’imparzialità dell’indagine che faranno sul caso, tenendo conto delle deficienze che si sono avute da parte vostra nella conduzione del caso in quanto autorità aeronautica?

8- Che misure correttive si prenderanno per evitare che fatti come questo accadano ancora?

9- Perché la Protezione Civile e le organizzazioni volontarie hanno avuto la maggior voce in capitolo nella ricerca e salvataggio nel caso Transaven?
Dov’è l’Autorità Aeronautica in questo caso?
Perché non si è fatto nulla per ridurre il vuoto informativo che c’è in questo caso?

11- Perché l’INAC è il massimo organo rettore dell’Aeronautica Civile venezuelana, la maggior parte dei membri dello stato maggiore dell’istituzione, cominciando dal presidente, sono militari attivi?

12- Se l’INAC dal 2005 riceve entrate proprie provenienti da:
riscossione per voli non regolari, riscossione per cambio di itinerario, riscossione per sovrappasso nel territorio nazionale, riscossione per uso di aiuti via radio, riscossione per certificazione di aerolinee, corsi, centri di istruzione, emissione di licenze e certificati medici al personale aeronautico, riscossione dell’1% dei biglietti che si vendono nel paese, riscossione per abilitazione di aeroporti fuori dall’orario prestabilito, addizionale al budget assegnato dall’Esecutivo Nazionale, perché con così tante entrate non abbiamo ancora un sistema di aiuti alla navigazione aerea in linea con gli standard internazionali raccomandati dalla OACI?

13- Possono le aeronavi di Transaven essere utilizzate da un’altra aerolinea?

14- Quanti passeggeri c’erano a borda dell’aeronave?

17- Esistono alcuni conflitti di interesse per il fatto che una sorella dei padroni di Transaven formi parte dell’INAC e ostenti il ruolo di Ispettrice?

18- Si è fatta qualche gestione per ottenere i dati dei radar di Curazao e paesi vicini che possano essere in possesso di tracce della rotta dell’aeronave?
19- Con il ritrovamento del cadavere di Falcòn, si è ridimensionata l’operazione di ricerca e salvataggio in funzione di ricorrere al percorso fatto dal corpo per arrivare fino alle spiagge di Adìcora, per cercare di trovare i resti dei corpi o la stessa aeronave?

I cittadini venezuelani si meritiamo una risposta a queste domande. Inoltre, l’INAC è obbligato a rendere pubblici i risultati delle indagini del sinistro, con tutti i suoi dati. Il Fiscale Aeronautico è obbligato ad agire nel caso in cui ci siano motivi per accusare i responsabili in questo caso. I giorni continuano a passare e l’incertezza continua.
Tutti coloro che hanno qualcosa da dire sullo stato della nostra aviazione sono obbligati a parlare in questo momento drammatico. Il senso della responsabilità che un professionista dell’aeronautica deve avere, ci obbliga a parlare. Sono vite umane. Parliamo di vite umane.
Il silenzio ci rende complici. Publicado por Daniel Lara F
Aereo scomparso in Venezuela: una testimonianza Buongiorno, mi permetto di entrare nel merito della tragedia dell'aeroplano scomparso in Venezuela, solo per portare una testimonianza di chi sarebbe dovuto salire su quel volo.
Infatti quella maledetta mattina del 4 gennaio mio fratello con la sua famiglia era a Los Roques ad attendere l'aereo che doveva riportarli a Caracas, ma il destino ha voluto che quell'aereo non lo prendesse mai. La mia testimonianza, riportatami da mio fratello, va però ai tentativi di soccorso ed intervento scattati al momento della notizia del disastro. Mio fratello mi ha raccontato che l'aeroporto di Los Roques è una pista: nulla più.
L'area portuale è un imbarcadero: nulla più. I cosiddetti mezzi di soccorso partiti da Los Roques erano rappresentati da generosi volontari attrezzati col gommone del diving più alcune barche leggere tra privati e pescatori.
Chi tentava di raggiungere il luogo dell'impatto per prestare soccorso (tutt'altro che facile da trovare dato che non esistevano indicazioni precise) chiedeva ai passeggeri in attesa del volo se avessero dei binocoli da prestare.
Questo è stato il livello dell'immediato intervento.
Ed è forse per questo che le successive ricerche non hanno potuto fornire nessuna informazione.
Era oramai passato troppo tempo.
Los Roques non ha nessuna struttura operativa in grado di intervenire per tragedie di questo livello.
E' un luogo di villeggiatura con una splendida natura ancora selvaggia e i servizi sono quelli che sono. Volevo solo comunicare questa testimonianza che la sorte ha voluto potessi ricevere. Per il resto non posso che stringermi al dolore di chi ha perso in quei luoghi i propri cari. Lamberto Rubini

http://www.youtube.com/watch?v=Q7-dwV1i3jE
*SPREAD THE WORD*
Estos Italianos junto con el aereo Transaven YV2081 en el cual viajaban el dia 4 de Enero del 2008 con destino Los Roques in Venezuela HAN DESAPARESIDO. Quiensea que pueda tener noticias de cualqui... Estos Italianos junto con el aereo Transaven YV2081 en el cual viajaban el dia 4 de Enero del 2008 con destino Los Roques in Venezuela HAN DESAPARESIDO. Quiensea que pueda tener noticias de cualquier tipo se puede poner en contacto atravéz de esta direcciòn de correo electronico contattaci@famigliadurante.org
contattaci@stefanoefabiola.org

o atravez las pàginas web de internet:
www.famigliadurante.org www.stefanoefabiola.org
www.vogliamo-sapere.org
POR FAVOR EVIEN ESTE MENSAJE A TODOS LOS QUE CONOCEN EN EL MUNDO
Gracias por vuestra aiuda.
AYUDENOS!
This Italian people on board of the flight Transaven YV2081 the 4th of January 2008 directed to the Island of Los Roques (Venezuela) HAVE DISAPPEARED.
Anyone who might have any useful information please contact us PLEASE FORWARD THIS E-MAIL TO EVERYONE YOU KNOW AROUND THE WORLD.
Thanks so much for your support HELP US!
Questa famiglia Italiana e l'aereo Transaven YV2081 sul quale viaggiavano il 4 Gennaio 2008 in direzione Los Roques (Venezuela) SONO SCOMPARSI.

Chiunque avesse notizie di qualsiasi tipo ci può contattare a questo indirizzo mail:
contattaci@famigliadurante.org
YV2081 LET 410 UVP-E de la Empresa TRANSAVEN, desaparecido el 04 de enero de 2008 en ruta Maiquetia al Archipielago de Los Roques - Venezuela.
Este video es realizado por la Sociedad de Tareros de ...
YV2081 LET 410 UVP-E de la Empresa TRANSAVEN, desaparecido el 04 de enero de 2008 en ruta Maiquetia al Archipielago de Los Roques - Venezuela.
Este video es realizado por la Sociedad de Tareros de Venezuela (STA) en conjunto con la Organizacion de Rescate Humboldt (ORH) como preview demostrativo del vuelo en el que desaparecio la aeronave.
UNICAMENTE REALIZADO CON PROPOSITO DE INVESTIGACION PARA DAR CON EL PARADERO DE LA AERONAVE.
http://www.youtube.com/watch?v=G-ZYnwYR7mo

1- Ho una domanda da fare per l'11 settembre: “se un giambo, non è compatibile il foro di tre metri che ha lasciato al Pentagono e lasciando i vetri delle finestre attigue intatte? DOVE SONO I PASSEGGERI DI QUEL GIAMBO?”


2- Ho una domanda da fare per questa vicenda non meno inq
uietante:
“ Quanti aeroplani ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E la “Transaven” oggi chiamata “Chapi Air” ha acquistati dalla fabbrica?
Non è che per caso, nonostante tutti i velivoli andati perduti in loro numero non è cambiato e che le bolle di acquisto dei velivoli aggiunti sono false?

Vogliamo vedere quanti aeroplani ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E la fabbrica ha venduto effettivamente?

O se gli aeroplani ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E sono stati venduti sottobanc ad altra compagnia?
Ma, non mi meraviglierò se NESSUNO dei 20 AEREI SCOMPARSI in precedenza si TROVERÀ mai, perché essi non si sono mai inabissati?
SIAMO di FRONTE ud un CASO di SCIACALLAGGIO, PREDAZIONE e PIRATERIA di STATO?

Da sempre, nella storia del genere umano, abbiamo avuto pescatori che si sono dedicati alla pirateria, per quanto criminale e atroce sia questa attività comunque molto lucrativa.


CONSIDERIAMO ADESSO QUALI SONO GLI INTERESSI CHE POSSONO MOTIVARE UN CRIMINE DI QUESTE PROPORZIONI:

1- Raccogliere i vari premi delle polizze assicurative per la perdita dell'aeroplano ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E

2 – riciclare l'aeroplano ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E e caricarlo in passivo di bilancio come un nuovo acquisto, e poi lucrare su tutti i benefici fiscali.

3- far divertire sessualmente i satanisti e i politici.

4- derubare i passeggeri e vendere i loro organi, venderli come cavie per esperimenti genetici negli USA e questa potrebbe essere l'unica speranza di trovare in vita qualcuno, speranza che vi rimane solo perché non capite che il satanismo e la massoneria sono il lato oscuro dello Stato, di quello VERO, di cui tutti i governi del mondo sono solo un paravento.
L'unico VERO governo mondiale che è quello di una monarchia ebraica di taglio finanziario. Non fraintendetemi, Israele e gli ebrei non c'entrano quasi niente (a parte i 33.000 conti correnti cifrati segreti che servirebbero a corrompere e nutrire le clientele), perché si tratta solo di 40 famiglie di ebrei satanisti.
Voi non capite come questa vicenda getta un'ombra tenebrosa su tutto il genere umano. Voi, insieme a tutti i vostri politici siete impotenti, perché tutta la politica è solo una truffa! Infatti, senza sovranità monetaria non ci può essere VERA sovranità, se non una misera finzione.
Il SIGNORAGGIO BANCARIO vi rende sudditi, mentre voi – ingannati – credete di essere cittadini!
Tutti i popoli del mondo sono ostaggio della più crudele di tutte le tirannie, perché mai una tirannia è stata invisibile. Perché i nostri politici fingono? Per interesse e per paura!
Tony Blair che si è messo a 90° per tutto il suo mandato di 1° ministro inglese, ha avuto un moto di orgoglio postumo nel convertirsi al cattolicesimo?
Insomma, ha voluto fare un “dispetto” agli ILLUMINATI, poiché sa che il cristianesimo in specie e il cattolicesimo in specifico è il loro principale obiettivo. Come tutte le religioni hanno perso Dio, così tutti i politici hanno perso il diritto! Per questo, l'uomo in genere rigetta la religione e diven
ta scettico nei confronti di Dio da cui si sente abbandonato.
Si avvera la parola del Signore Gesù Cristo che dice ai cristiani di essere la luce del mondo e il sale della terra, ma se questo sale perde sapore allora, non serve che ad essere calpestato dagli uomini. Per questo, non solo il Papa, ma ogni uomo che si trovi in autorità è sottoposto a disprezzo.
Perché questo crimine di signoraggio li trova tutti complici:
“ESSI, NON POSSONO NON SAPERE!”
<<<<<>>>>>
Il satanismo è una istituzione governativa segreta, gerarchicamente e inflessibilmente strutturata: chi sbaglia MUORE!
La ORGANIZZAZIONE DISPONE di finanziamenti illimitati, tecniche e tecnologie all'avanguardia,
il personale ai più alti livelli che si esprime in vari modi, come in basi militari segrete ed inaccessibili negli USA.
L'obiettivo del satanismo non è la proliferazione numerica, ma la funzionalità all'interno di un sistema di coordinamento e di controllo del pianeta (piano criminale-spirituale) insieme alla massoneria (piano criminale-politico), essi devono essere a numero limitato, ma assolutamente affidabili.
I satanisti dispongono di acido solforico, dove sciolgono rendendo liquide le loro vittime, per poi versarle nel lavandino, essi non verranno mai scoperti per nessuno dei 200.000 sacrifici umani in onore di satana e per gli altrettanti 200.000 omicidi mirati che servono a terrorizzare la politica e a far sparire le prove.
Ogni loro omicidio diventa un crimine perfetto per le protezioni ai più alti livelli istituzionali di cui possono godere.
Essi, sono come i monopoli di stato, in un territorio devono essere presenti solo un numero preciso di farmacie e tabaccai.
Il satanista non può sbagliare e soprattutto non può disobbedire al regolamento.
Per questo è stato possibile un 11 settembre!
Satanismo e massoneria sono il lato oscuro dello Stato!
E un popolo pecora va al pascolo ignaro del proprio destino, all'interno di una giostra gli è stata sottratta la realtà!
Noi non abbiamo un personale spiritualmente e psicologicamente preparato per fronteggiare questa emergenza, qualora ne esistesse la volontà politica.
Ma il satanismo istituzionale è presente solo negli USA, GB, F, e G, nelle altre nazioni è sufficiente la massoneria e le multinazionali.
Su youtube abbiamo video di donne scrofa, di donne ratto, di persone fatte mangiare da squali o serpenti giganti, di neonati modificati geneticamente con un solo occhio centrale.
La arroganza di questi potentati è proporzzionale alla nostra impotenza, visto che parte di questi orrori possono finire su youtube impunemente.
Il loro potere è evidentemente incontestabile se questi video sono osservati da milioni di utenti senza suscitare una reazione, tanto è il loro potere reale che è innanzitutto un potere di controllo spirituale e psic
ologico, la nostra impotenza e speculare al loro potere reale, visto che i popoli non hanno più le capacità psichiche di rendersi conto dell'orrore in cui sono posizionati.
Il sistema deve funzionare e come dice Bertinotti deve essere protetto!
Per quanto crudele possa essere questo sistema, non sappiamo come farne a meno e allora, dobbiamo continuare ad andare avanti “perché è stato sempre così” il giudice TORRI a Giacinto Auriti.
Si è vero, è stato sempre così dai tempi di Dante Alighieri che disse: “uomini siate e non pecore matte, di che tra voi il giudeo non rida!” canto V dell'inferno – Divina Commedia.

Invece che guardare la realtà e tirare le conclusioni il politico o il funzionario devono far finta di non capire e di non sapere ed è questo che lo trasforma in complice, di quelle organizzazioni criminali, nazionali e sovranazionali sulle quali lui sa bene di non avere nessun potere di controllo e che anzi deve far bene a temere... Le complicità ai più altri livelli sono un intreccio inestricabile!
Il livello della gestione del potere non può oggi prescindere dall'amico dell'amico, dalla logica del sistema, dal fra – massone del fra – massone, ecc... insomma un antico proverbio dice: “lupo, non mangia lupo” - almeno finché ci sono gli altri da mangiare.
E tutti sono parte di un unico “SISTEMA” che scavalca gli Stati Nazionali, costringendo di fatto a far fare ai nostri capi di stato la scenetta della scimmia che: “non vede, non sente e non parla!”

La politica è solo un palcoscenico?

Senza sovranità monetaria l'esercizio del potere è solo apparente e noi siamo i sudditi del signoraggio?
E che importa a me?
Voi non avete alcun potere su di me, perché non mi potete ingannare e nemmeno mi potete dominare: “io sono un cristiano biblico nato di nuovo”. Io come servo di Dio sono suddito del Regno di Dio, ma come Figlio di Dio sono un principe Celeste e Divino, già ora, in fede, siedo nei luoghi celesti e decreto la distruzione del signoraggio bancario e la vostra distruzione!

Profetizzo ogni genere di disgrazie contro i politici, i massoni e i ricchi di questo mondo. Voi avete voluto disgraziatamente plasmare a vostra immagine il genere umano e ci siete riusciti a dispetto della volontà di Dio.
I religiosi, sono già sommersi dal disprezzo dei popoli, come non mai e si preparano a scendere all'inferno insieme a voi!
Nel nome di Gesù io profetizzo contro di voi e contro i vostri figli, voi - proprio voi - con i vostri occhi vedrete la loro rovina!
Voi, avete spinto il popolo a questo stato di degradazione, voi avete ridotto a un animale l'uomo!

Quell'uomo che Dio, invece aveva creato per essere a Sua Immagine e Somiglianza, voi lo avete profanato!
Ora, da quel trono Celeste al cospetto di JHWH, dove sono intronizzato secondo Efesini 2,4-10, avendo a disposizione quella straordinaria ricchezza che Cristo ci ha meritato, posso ordinare:
1- crolla signoraggio bancario!

2- sorgi terzo tempio ebraico a Gerusalemme!