Legge della rarità della moneta

La "trappola" di Maastricht

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La "trappola" dell'art. 107 del Trattato di Maastricht.

L'Europa come l’Argentina?

Sì! La validità di questa diagnosi si basa su due argomenti fondamentali:

1) l'art. 107 del di Maastricht;

2) l'avvento dell'euro.

Alla prima lettura del Trattato, pur se spiacevolmente sorpresi dall'articolo 107, non ne avevamo compreso il vero perché, oggi, dopo il dramma dell'Argentina, finalmente l'abbiamo capito.

L'art. 107 - che vieta qualsiasi possibilità di contatto o interferenza tra gli Stati Membri e la Banca Centrale Europea nella fase dell'emissione - è stato ufficialmente giustificato sul principio della necessità di salvaguardare l'euro da spinte o sollecitazioni inflazionistiche. (Questa esigenza poteva essere soddisfatta sulla base dei normali criteri di "discrezionalità tecnica" ben note alle scuole della statistica bancaria, tanto è vero che questa norma non ha precedenti).

La verità è che si è voluto alzare un muro invalicabile analogo a quello che separa gli Stati dalle banche centrali straniere. In altri termini, con l'art. 107 e il rapporto tra Stati Europei e BCE è identico a quello esistente tra l'Argentina e la Federal Reserve Bank americana. Su queste premesse l'emissione dell'euro è fatta dalla BCE come se fosse un prestito ad uno stato estero.

Apparentemente, poiché le banche centrali emettono moneta solo prestandola,potrebbe sembrare che tra l'emissione di moneta all'interno o all'estero non vi sia nessuna differenza, mentre noi ben sappiamo - e meglio di noi lo sanno gli estensori del citato 107 - che il prestito all'estero è drasticamente preteso in restituzione per norma e consuetudine internazionale, in quanto effettuato a favore di estranei; il prestito all'interno è attenuato e/o dilazionato per i contatti e le sollecitazioni che normalmente caratterizzano i rapporti tra banca centrale e governo: quei medesimi contatti che l'alta loggia bancaria ha voluto attentamente evitare in quanto particolarmente fastidiosi agli usurai di regime.

In altri termini, con l'art. 107 e l'avvento dell'euro, l'Europa sta nella stessa subordinazione che ha l'Argentina nei confronti del dollaro. S'indebita, infatti, per debiti peraltro non dovuti, nei confronti della BCE, per un valore pari a tutto l'euro in circolazione, senza alcuna possibilità di poter evitare che la spada di Damocle dei debiti (per altro non dovuti), precipiti, come in Argentina, sulla sua testa.

Il fatto stesso che nel trattato di Maastricht sia stato tempestivamente inserito l'art. 107, in tempi non sospetti, ci fa pensare che il "Damocle pro tempore", il governatore Duysemberg, abbia serie intenzioni di precipitare la spada, copiando quanto ha fatto il suo collega, Alan Greespan, con l'Argentina.

Dunque la "spada" esiste e sta sulle nostre teste. Ci auguriamo che non caschi, ma questa speranza non è sufficiente. Ecco perché occorre predisporre una moneta di emergenza che consenta di colmare i vuoti monetari analoghi a quelli argentini. La moneta è come il sangue, la sua quantità deve essere adeguata alla entità del corpo da irrorare, e si deve predisporne la disponibilità per la trasfusione eliminando il rischio del collasso mortale. Il Governo Argentino comprese questa verità e progettò la moneta alternativa, l'argentina, la cui emissione fu impedita, com'è noto, dall'intervento di autorità usurocratiche sovranazionali.

Il nostro vantaggio è dato dal fatto che - su iniziativa del Sindacato Antiusura SAUS - è già nata in Italia la moneta alternativa, il SIMEC, che consente di affrontare i tempi di emergenza perché concepito in modo da non poter essere controllato dal sistema delle banche centrali in quanto nasce "di proprietà del portatore" e "senza riserva", come l'oro, ed ha ottenuto il crisma della legittimità con Ordinanza del Tribunale di Chieti (del 21 settembre 2000, n. 127) e la pubblicazione sulCatalogo euro-unificato della moneta italiana (Alfa Edizioni, Torino, 2001, pag. 791, dove è ufficialmente quotato: "Attuale valore virtuale: 1000 Simec = 2000 lire").

Occorre pertanto promuovere la conversione euro-simec e/o simec-euro mediante fondi di convertibilità all'uopo costituiti, conferendo nel fondo non la proprietà, ma la sola disponibilità per il cambio. In tal modo il conferente, caratista del fondo, resta proprietario sia degli euro che dei simec di sua spettanza.



Tratto da - IL PAESE DELL' UTOPIA La risposta alle cinque domande di Ezra Pound - di Giacinto Auriti edizioni Tabula fati www.tabulafati.it

Cos'è il SIMEC

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SIMEC, per comprendere meglio vi invitiamo a leggere dell'esperimento effettuato nella cittadina di Guardiagrele

SIMEC significa SIMbolo EConometrico  di VALORE INDOTTO, come ad esempio, il metro serve per misurare la lunghezza così il SIMEC serve per misurare il Valore dei beni Economici , che sono tali perche rari .

Della MONETA del POPOLO si è fatto uno scientifico esperimento in una cittadina abruzzese, Guardiagrele (12), ad opera dell'infaticabile professor Giacinto Auriti, il quale, verso la fine del luglio 2000, nella sua qualità di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato Anti-USura) ha messo in circolazione i SIMEC (SIMboli EConometrici di VALORE INDOTTO), di esclusiva PROPRIETÀ del PORTATORE (come è esplicitamente stampato sui biglietti) (13). Scopo di questo esperimento è stato dimostrare la validità della scoperta ad opera di Auriti del VALORE INDOTTO della MONETA che egli stesso  ha propugnato per trentotto anni, è quello di verificare "in corpore vili" che i cittadini possono per convenzione creare il valore della moneta locale senza alcun intervento ne dello Stato ne del sistema bancario; l'obiettivo ultimo è quello di sostituire alla sovranità illegittima della Banca Centrale Europea, la proprietà della moneta, quale prerogativa dello Stato, a favore dei singoli cittadini (14); ma, a nostro avviso, ha rappresentato già un successo enorme, ha messo un punto fermo in materia monetaria, l'accertamento sul piano pratico e fattuale del principio che il valore è dato alla moneta solo da chi l'accetta sulla base di una convenzione, non importa se solo implicita.

E almeno sotto questo profilo,  la dimostrazione provata da Auriti ha avuto un ampio successo, se è vero che, come riporta la stampa locale (15), "l'operazione economica ha rivitalizzato il commercio, prima sopito, del paese". "È come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato", ha affermato Auriti, cui di certo non è ignoto il messaggio cristiano, contenuto nella enciclica Quadragesima anno (16). In realtà non può dubitarsi che l'iniziativa del giurista abruzzese costituisce un importante riscontro scientifico di sociologia giuridica ed economica senza precedenti in Italia, soprattutto perché proviene da un'associazione privata (SAUS) e non da un ente dotato di potere pubblico, come potrebbe essere, se non lo Stato, il Comune. Deve anche aggiungersi che l'esperimento di Auriti ha sollecitato l'attenzione non solo delle forze politiche italiane, oltre che della stampa nazionale, ma anche di numerosi organi di informazione stranieri,(17) a dimostrazione dell'interesse destato dalla nuova rivoluzionaria formula monetaria (18), che soddisfa il bisogno di usare la MONETA COME STRUMENTO DI DIRITTO SOCIALE. In ogni caso non può non destare sorpresa, oltre che, naturalmente, soddisfazione, il fatto che l'esperimento monetario di Guardiagrele sia riuscito ad imporsi all'attenzione nazionale ed internazionale nonostante che sia stato limitato ad una collettività tutto sommato molto ristretta. Questa, peraltro, ha fornito la prova come il popolo abbia la forza di creare per proprio conto valori convenzionali di moneta locale, pur senza invadere le competenze della Banca Centrale e nel rispetto della circolazione della banconota legale.

Per quanto riguarda le modalità con le quali si dovrà articolare esperimenti come quello di Guardiagrele, lo stesso Auriti ha posto in evidenza come il progetto debba essere realizzato in due fasi: la prima, che si può denominare “dell'avviamento", è servito perché il SIMEC a far conseguire "quel VALORE INDOTTO che lo oggettivizza come un bene reale, oggetto di PROPRIETÀ DEL PORTATORE", e che lo distinguerà dalla moneta corrente non più soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente.

La seconda fase dovrebbe consentire ai Comuni di "beneficiare” del servizio econometrico , mediante un Assessorato per il REDDITO DI CITTADINANZA, che prima della stampa dei SIMboli EConometrici e della loro assegnazione tramite un CODICE DEI REDDITI SOCIALI, avrebbe il compito di promuovere in modo adeguato, anche culturalmente, in modo da attuare l'iniziativa, e distribuire i SIMEC tra i cittadini" (19).

L'unica critica, apparentemente seria, che in teoria può muoversi contro l'esperimento di Guardiagrele riguarda il problema della "riserva": potrebbe infatti sostenersi che in tanto il SIMEC viene accettato dai cittadini per essere speso nei negozi convenzionati (cioè aderenti alla iniziativa), in quanto esso è garantito dalla Lira, vale a dire dalle somme di moneta corrente che il cittadino deposita per avere in cambio la moneta locale; con la conseguenza che verrebbe a crearsi una ben singolare situazione, che vede, da una parte, la banconota della Banca d'Italia, la quale, pur avendo l'apparenza di una cambiale, e cioè di un titolo di credito, non è tuttavia pagabile per difetto di riserva; e dall'altra parte, il SIMEC, il quale, pur avendo l'apparenza di un biglietto di proprietà del portatore, è tuttavia convertibile nelle lire che ne costituiscono la riserva.

La critica è suggestiva ma infondata. Se si ponesse infatti la dovuta attenzione alla storia della moneta, così come si è dipanata nel corso dei secoli, si avvertirebbe subito che, in definitiva, il SIMEC, così come è stato concepito dal suo ideatore, ha iniziato a percorrere quella storia dalla sua fase iniziale, quando tutte le banconote erano convertibili in oro, dapprima in misura integrale e poi in misura percentuale; e che, ad un certo momento, quelle banconote continuarono ad essere accettate e quindi a circolare nonostante la soppressione della convertibilità. Tutto ciò, proprio per effetto di quel "VALORE INDOTTO" intuito e scoperto da Auriti, che ha consentito alla moneta legale, sebbene a corso forzoso, di mantenere il proprio potere d'acquisto. (19bis)

Riguardo poi alla rilevata contrapposizione tra la banconota della BCE ed il SIMEC, non può minimamente dubitarsi che nel raffronto è la prima che fa una ben misera figura, perché proprio a causa della sua apparenza di   la Banca Centrale (come è stato già dimostrato) esercita la tirannia dell'usura, che da ingresso anche a quella politico-sociale (20).

D'altra parte il SIMEC può fare a meno della riserva, se invece che emesso da una associazione privata, fosse posta in circolazione, come REDDITO DI CITTADINANZA, da un ente pubblico, come potrebbe essere il Comune o, ancora meglio, lo Stato, in modo che alla sicurezza offerta da una riserva si sostituisse quella offerta dal potere dell'autorità (21).

NOTE

12 - Guardiagrele è una antichissima cittadina in provincia di Chieti, situata su un colle (m. 577) della sezione nord-orientale della Maiella, della quale si hanno notizie sicure solo dall'anno 101 d. C. Patria del famoso Nicola (da Guardiagrele), orafo e scultore, di cui alcune opere possono ammirarsi anche a San Giovanni in Laterano a Roma, è altresì molto nota per essere stata scelta da Gabriele d'Annunzio come uno degli scenari del suo II Trionfo della morte.

13 - Questo esperimento ricorda quanto attuato in molte località degli Stati Uniti d'America e del Canada, tra le quali Ithaca, nello Stato di New York: in queste località la "local money" circola parallelamente alla moneta legale.

14 - "Abbiamo acceso la scintilla della rivoluzione guardiese", ha esclamato alla folla plaudente Giacinto Auriti (cfr. /; Centro dell'11 agosto 2000, cronaca di Chieti).

15 - Cfr. Il Messaggero del 12 agosto 2000.

16 - Cfr. il capitolo VI. Del libro – La banca la moneta e l’usura -

17 - Si ha notizia che se ne sono interessati, con interviste concesse da Auriti il Daily Express, L’Holland the Volkstra, il Tager An Zeiger, lo Stuttgarter Zeitung, il New York Times ,Il The Wall Street Journal, le televisioni: russa, sudafricana, giapponese e quella franco-belga Arte; e che, del SIMEC, si è informata anche l'Università della California.

18 - Degna di nota è la dichiarazione resa da Auriti alla stampa (cfr. Il Messassero edizione regionale, 17 agosto 2000) sulla funzione che la "moneta del popolo e destinata a svolgere: "Come nel 1793 nella Vandea il popolo si sollevò contro il sistema fiscale divenuto un pagamento illimitato e non dovuto dopo l’emissione nel 1790 dei primi assegnati o moneta nominale, così voglio proporre ora la controrivoluzione monetaria. Far dichiarare la moneta proprietà del popolo; lo Stato tramite la Banca Centrale tratterrà all'origine quanto è necessario per i costi e funzioni dei suoi servizi, eliminando la persecuzione e l'evasione fiscale"

19 - Dalla conferenza tenuta da Giacinto Auriti il 10 settembre 2000 alla Sala Caprina del Comune di Erba (Como) nel corso del Convegno organizzato dalla Lega Nord Padania dedicato alle "Linee culturali di particolare rilievo sociale".

19 bis - E’ anticipatamente prevista una critica che potrebbe rivolgersi alla teoria del prof. Auriti; critica di cui si dimostra l'inconsistenza. Il fatto da tener sempre presente è che Auriti ha inteso dimostrare la fondatezza della propria teoria sul "valore indotto" della banconota, secondo cui la moneta cartacea, nonostante che il suo valore intrinseco sia del tutto nullo ( a differenza della moneta aurea o argentea, che nasce fin dall'origine con un proprio valore intrinseco) e nonostante che non sia più convertibile in oro in tutto o in parte, tuttavia viene ciecamente accettata dai popoli come mezzo di pagamento: la banconota riceve il proprio valore come mezzo di pagamento solo perché i popoli l'accettano, benché sia priva di valore intrinseco. La vita del SIMEC ha avuto una vita estremamente breve, a differenza della banconota di carta, la cui vita è iniziata da secoli e che ha avuto modo di passare attraverso vari stadi: convertibilità totale in oro, convertibilità parziale ed infine inconvertibilità (con i trattati di Bretton Woods ). Il SIMEC, invece, ha potuto attraversare, nel tempo ridottissimo di circa un anno, soltanto la fase della convertibilità in Lire. Sarebbe dovuto durare di più per poter attraversare gli stadi successivi.

20 - II SIMEC ha resistito vittoriosamente anche ad inchieste di carattere penale, promosse da magistrati frettolosi e certamente poco competenti nella materia monetaria. Il Tribunale di Chieti, infatti, con ordinanza del 30 agosto 2000, su ricorso di Auriti, ha ordinato la revoca del sequestro dei SIMEC, che era stato disposto dal Gip con decreto del precedente 9 agosto, ritenendo tra l'altro che: "nella vicenda in esame emerge evidente l'assenza del presupposto primario ed indefettibile rappresentato dalla necessaria commissione di un fatto di reato"; che "è, invero, proprio il portatore del documento che gli conferisce valore"; che Auriti "non acquisisce fondi provenienti dal risparmio, ma - per così dire- favorisce il consumo"; e che "tutti e tre i dedotti momenti - libertà negoziale, d'iniziativa privata e di associarsi - rivestono rilievo costituzionale e non possono subire compressioni ingiustificate". Inoltre, quasi a dimostrazione di come l'esperimento di Auriti sia l'opposto di quanto viene invece operato dal sistema bancario, il Tribunale ha rilevato che "manca qualsiasi attività di utilizzazione delle somme ottenute dalla compravendita dei SIMEC da parte dell'emittente-venditore, posto che le stesse restano 'in toto' destinate alla conversione in favore dei commercianti aderenti all'iniziativa" e, infine, che "è assente qualsiasi forma di lucro".

21 - In tal modo potrebbe realizzarsi, con la stessa certezza di successo, la formula monetaria ideata dal Parlamento dell'isola di Guernesey (cfr. capitolo X, par.5, nota 14 che riportiamo in seguito). E’ istruttivo ad avviso di chi scrive, portare a conoscenza del lettore la storia della  “ moneta dell’isola di Guernesey “, una delle tante isole Normanne del Canale della Manica, ricordata da Gertrude Coogan: sul finire della guerre napoleoniche,  l’isola si trovava in condizioni economiche disastrose a causa della penuria di moneta che impediva finanche la costruzione di importanti e necessarie opere pubbliche: la moneta usata dal popolo era la banconota della Banca d’Inghilterra, ma di essa vi era estrema scarsità. Questa stagnazione economica non consentiva nemmeno lo sfruttamento delle abbondanti risorse naturali, come la pietra da costruzione e dell’agricoltura. Un giorno alcuni rappresentanti del popolo chiesero al Governatore di voler indicare una soluzione a questo stato di cose ed in particolare lamentarono di non poter costruire un mercato per mancanza di denaro. Il Governatore domandò loro se avessero marmo, materiale per produrre calce e mattoni, legname, ed uomini disposti a lavorare, ed alla loro risposta affermativa, unita nuovamente alla constatazione che mancava la cosa più essenziale, cioè il denaro, egli suggerì che fossero ”gli Stati di Guernesey” ( cioè il loro Parlamento) ad emettere la moneta. Fu così che, predisposta una stima dei costi dell’opera, gli “stati” fecero stampare la moneta necessaria, con cui furono pagati i lavoratori ed i fornitori dei materiali. La nuova sede del mercato fu inaugurata il 12 ottobre 1822, e la moneta, man mano messa in circolazione, consentì, oltre alla costruzione dell’opera pubblica, anche la ripresa delle attività economiche, poiché il popolo fu in condizione di compiere anche operazioni commerciali utilizzando la moneta come strumento di scambio. Ricordiamo al lettore la frase di Ezra Pound riportata all'inizio del X capitolo del libro – La banca la moneta e l’usura -  “Dire che uno Stato non può perseguire i propri scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire strade per mancanza di chilometri”


Testo realizzato con il supporto del Dr. Bruno Tarquini (*), autore del libro - LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita – Le pagine interessate del libro sono pag.97 e il capitolo che inizia da pag 112,  Per richiedere il libro contattare Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare  N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024

(*) Bruno Tarquini:
nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza  nel 1948 presso l’Università  di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. E’ stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’ Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado: infine nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello.
Gli studi giuridici e l’attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali, con particolare riguardo alla storia ed alla “controstoria”.

Note di filosofia del valore

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del prof. Giacinto Auriti

“ Lo spazio coincide solo col presente, tutto il resto è tempo ! “

Tutte le scuole di scienze sociali ed economiche si sono trovate, finora, nell'impossibilità di realizzare una seria indagine scientifica perché mancavano dei presupposti di filosofia del valore assolutamente indispensabili per conoscere e definire l'oggetto stesso della loro ricerca.
Poiché ogni serio procedimento scientifico, libero dalle banali e gratuite costruzioni del pragmatismo empirico, muove dalla precisazione di un postulato iniziale la cui veridicità può essere solo constatata e non dimostrata, noi assumiamo il postulato che il valore è un rapporto tra fasi di tempo. Così, ad es., la penna ha valore perché si prevede di scrivere, il coltello ha valore perché si prevede di tagliare, la moneta ha valore perché si prevede di comprare, ecc.. Sicché il valore è il rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto.
Posto che il tempo è l'io che si pone come realtà in quanto capacità in atto di ricordare, constatare e prevedere, potrebbe sembrare, a prima vista, che non esiste una dimensione oggettiva del tempo perché coincidente con l'io pensante. Ci si rende conto, invece, che esiste il tempo oggettivo purché si tenga conto del fondamentale principio ermeneutico della precisazione del punto di osservazione della realtà. Poiché la costante del tempo è il presente che è l'io pensante nella sua continuità vitale, il momento ricordato e quello previsto non sono ovviamente il presente: sono tempi pensati e non pensanti. Il punto di osservazione della realtà è l'IO PENSANTE. Lo spazio è il momento oggettivo del presente. Lo spazio, infatti, coincide solo col presente. Tutto il resto è tempo. Sicché, quando i monetaristi pretendono di definire il valore come una proprietà della materia - ad es. il valore intrinseco dell'oro considerato come proprietà del metallo  - cadono nell'insanabile errore di considerare il valore nella dimensione dello spazio e siccome abbiamo evidenziato che il valore è sempre una previsione cioè una dimensione del tempo, cadono nell'assurda pretesa di andare alla ricerca del valore dove non c'è.
Anche l'oro ha valore per convenzione, cioè per la previsione della accettazione altrui come condizione della propria accettazione come misura del valore e valore della misura. Anche nell'oro, tradizionalmente utilizzato come simbolo monetario, si è verificato il fenomeno dell'induzione giuridica. L'oro, come ogni moneta anche se costituita da simboli di costo nullo, è una fattispecie giuridica. Solo su queste premesse è possibile porre la distinzione fondamentale tra fisiologia e patologia del valore, come presupposto di tutte le categorie scientifiche, in cui il ricercatore deve avere la piena consapevolezza che la sua capacità conoscitiva è normale nel coordinamento ordinato e contestuale della dimensione temporale e spaziale. Il giudizio di valore è normale solo se si distingue il momento strumentale: oggettivo, dal momento edonistico: soggettivo.
Ciò significa che il giudizio di valore è normale solo se si basa su una concezione dualistica di filosofia della conoscenza che distingue tra soggetto ed oggetto. Il momento strumentale è il momento oggettivo del valore perché è il momento soggettivo del tempo. Esso coincide sempre col presente, cioè con l'io pensante. Il giudizio di valore è anormale quando si confonde il momento strumentale con quello edonistico, cioè quando, in applicazione della concezione monistica di filosofia della conoscenza che riduce la realtà all'idea della realtà, si confonde l'oggetto col soggetto e quindi il momento strumentale, oggettivo con quello edonistico, soggettivo.
La conseguenza macroscopica di questa deformazione del giudizio di valore è il fenomeno della personificazione dello strumento che ha determinato, nel diritto societario, la sconvolgente MALATTIA CULTURALE della c. d. soggettività strumentale per cui la società non è considerata come l'insieme dei soci legati dal rapporto organico, ma come concetto senza contenuto umano: vero e proprio fantasma giuridico. Stato costituzionale, stato, banca, ne sono macroscopiche testimonianze. Il vero ed inconfessabile scopo della strategia culturale che ha concepito e realizzato il fenomeno della soggettività strumentale, è stato consentire alle società strumentalizzanti la mostruosa rappresentanza organica del momento edonistico del valore, che è il capitalismo. Come dire che mentre il popolo assume la funzione di avere fame, il Governo assume quella di mangiare in rappresentanza del popolo.
L'esperienza storica del razionalismo hegeliano ci ha insegnato che il monismo è stato strumentalizzato per confondere l'oggetto col soggetto, cioè l'io col non io, ossia l'io col tu e il mio col tuo, perché il tuo possa diventare mio. Poiché non è concepibile uno strumento senza chi lo adoperi, così come non è concepibile un'automobile senza un autista, non è concepibile una soggettività strumentale senza una società strumentalizzante che è la Massoneria nello Stato costituzionale, la Nomenclatura nello Stato socialista, il Sindacato di maggioranza degli azionisti nella Società anonima, o nella multinazionale. Ridotto il concetto di società a strumento, cioè a concetto senza contenuto umano, la conseguenza ineluttabile è stata la sostituzione della regola del servirsi a quella del servire (proprio della società organica e del diritto naturale) perché è ridicolo pensare che si possa servire uno strumento. Sostituire la regola del servirsi a quella del servire significa sostituire al principio del "conviene essere giusti" il principio del "è giusto quello che conviene". L'interesse sociale non può qui coincidere con quello dei soci, perché la "società strumentale" non è "I soci". Si maschera, così, sotto la parvenza di interesse sociale, quello di un fantasma giuridico che altro non è che il paravento delle grandi mangiatoie delle società strumentalizzanti.
Ecco perché, con l'avvento delle soggettività strumentali, si sono vissuti e si vivono necessariamente solo tempi di decadenza, perché comandano i peggiori.
Su queste premesse, si spiega il fenomeno di tangentopoli che non può essere considerato come occasionale aumento statistico di delinquenza politica, ma come segno dei tempi. E la proiezione storica della grande malattia culturale del monismo hegeliano. Essendosi ridotta la realtà all'io pensante, si è conseguentemente ridotto il concetto di utilità all'utilità dell'io e si è, quindi, confuso l'utilità con l'egoismo.
Gli strumenti utilizzati per l'instaurazione della mostruosa rappresentanza organica dei momento edonistico del valore sono stati essenzialmente gli Stati costituzionali (sia liberali che socialisti), le Banche centrali, le Società anonime e le Multinazionali. Poiché il godimento dei beni si realizza praticamente nel diritto di proprietà - che è appunto "godimento dei beni giuridicamente protetto" - il capitalismo ha realizzato l'espropriazione dei popoli, o con la norma costituzionale degli Stati socialisti nel capitalismo di Stato, o con la moneta nominale (che è moneta-debito perché emessa in prestito dalle Banche centrali) nel capitalismo usurocratico degli Stati liberali, o col conferimento del capitale nelle Società anonime in cui si trasforma il socio da proprietario in azionista, cioè creditore di un credito inesigibile pari a tutto il capitale conferito. In tutte queste fattispecie, il comun denominatore è che la proprietà diventa apparentemente di un fantasma giuridico, sostanzialmente delle società strumentalizzanti: la Nomenclatura, negli stati socialisti, la Massoneria, in quelli liberali, il Sindacato di maggioranza del pacchetto azionario (che non ha nulla a che fare con la maggioranza degli azionisti) nelle c. d. società di capitali: essenzialmente banche e multinazionali.
Su queste premesse ci si rende conto che la collettività umana vive, oggi, in un sistema che ha le prerogative dell'allevamento di bestiame e non quelle della società degli uomini. Ciò è stato possibile perché si è realizzata una strategia di dominazione mediante una cultura iniziatica, basata su principi di etica economicistica.

Tratto da CHIESAVIVA  Luglio-Agosto 2001
  • MESSAGGIO AI POPOLI EUROPEI : ELIMINARE I DEBITI O I POPOLI ? I Popoli del Terzo Mondo prima di essere dilaniati dalla fame sono dilaniati dal debito. 50.000.000 di uomini muoiono di fame ogni anno, non per mancanza di derrate alimentari, ma del denaro per comprarle (come è provato dalla distruzione abituale delle eccedenze di prodotti agricoli). Poiché il denaro in circolazione è emesso, a costo nullo, dalle banche centrali, solo prestandolo, balza evidente che i vuoti monetari sono arbitrariamente pianificati dalla parsimonia feroce dei grandi usurai che dominano il sistema monetario. - P. S. - Qualora dovessero esserci osservazioni per quanto riguarda il problema dell'inflazione rimandiamo alla - Legge della rarità della moneta - elaborata da Auriti.
  • KingxKingdom2
    KingxKingdom2 ha pubblicato un commento
    12 minuti fa
    05/12/2013 [Pharisees and the Islamists, the IMF, and the Arab League, extreme threat to the survival of the human race. Pope: Fidelity to Christ even unto martyrdom and in mission, as witness of charity. @JHWH -- but, I want to die fighting] VATICAN. Pope: Fidelity to Christ even unto martyrdom and in mission, as witness of charity. During Mass in St Peter's Square, Francis canonises the 800 martyrs of Otranto slaughtered by the Turks in 1480; Sister María Laura Montoya Upegui, the first Colombian saint, teacher and evangeliser of the poor and the Indians; Sister María Guadalupe García Zavala, a Mexican apostle of the poor and the sick. Martyrdom and mission are born from love of God and express themselves in the witness of charity. "[L]let us ask God to sustain those many Christians who, at this time in many parts of the world, continue to endure violence, and give them the courage of fidelity to respond to evil with goodness."
  • KingxKingdom2
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    12 minuti fa
    [Pharisees and the Islamists, the IMF, and the Arab League, extreme threat to the survival of the human race. Pope: Fidelity to Christ even unto martyrdom and in mission, as witness of charity. @JHWH -- but, I want to die fighting] Speaking ad-lib, the pope also said, "Individualism eats away at the Christian community and our hearts. . How much damage does the easy life and the embourgeoisement of the heart do?" Serving the sick and the abandoned means "touching Christ's flesh." The "sick, the poor, the dying are the flesh of Christ." The pope pleads on behalf of life in the womb and the rights of embryos. Vatican City (AsiaNews) - "Fidelity to Christ even unto martyrdom" and "the urgency and the beauty of bringing Christ and his Gospel to all" need the "witness of charity, without which even martyrdom and mission lose their Christian flavour,"
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    13 minuti fa
    [Pharisiens et les islamistes, le FMI et la Ligue arabe, l'extrême menace pour la survie de la race humaine. Pape: la fidélité au Christ jusqu'au martyre et à la mission, comme témoignage de la charité. @ JHWH - mais, je veux mourir au combat] said Pope Francis today at Mass in St Peter's Square before 100,000 faithful, mostly from Italy, Colombia, and Mexico, who came for the canonisation of the 800 martyrs of Otranto slaughtered by the Turks in 1480, including tailor Antonio Primaldo; the sister of St Catherine of Siena María Laura Montoya Upegui (1874-1949), a Colombian nun who founded the Congregation of the Missionary Sisters of Mary Immaculate and Saint Catherine of Siena; and Sister María Guadalupe García Zavala (1878-1963), the Mexican co-foundress of the Congregation of the Handmaids of Saint Margaret Mary Alacoque and the Poor.