voi siete edificio di Dio

La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra

di Giacinto Auriti

Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”. Questo principio è particolarmente valido nel sistema monetario vigente.

Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito.

Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere ché emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario.

La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.

Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito.

Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da S. Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.

Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: “Tramuta le pietre in pane”. Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile.

Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Mt. 4,4): “Sta scritto, non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: "Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane.” Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da “padrone” a “debitore” del Suo pane.

A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la banca centrale emette moneta prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto, esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della tentazione di Satana.

Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle banche centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’Umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia. La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito.

È gran tempo ormai che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Con la moneta debito l’Umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del “suicidio da insolvenza” come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: “I vivi invidieranno i morti”.

Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Mt. 4, 8-9):

“… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori”. Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica.

La circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle banche centrali come promotrici della moneta-debito parla da se. Non a caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la Transustanziazione.

Non a caso nel 1694 viene fondata la banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta.

Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa.

Non a caso quando il protestantesimo entra in Europa continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV.

Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi.

Non a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e “protestanti”.

Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario delle moneta, qui è debitore.

Non a caso, dopo aver tolto Dio dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la banca d’Inghilterra, il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è Commonwealth. Tutto il mondo è “colonia monetaria”.

Satana, principe di questo mondo, è una persona seria: mantiene le promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo.

Su queste premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo, o perché lo possiede o perché ne è creditore, non desidera sovranità e ricchezza perché già le possiede, ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così anche questa tentazione.
Postfazione di Giacinto Auriti al libro di Bruno Tarquini -
LA BANCA LA MONETA E L'USURA  La Costituzione tradita -
Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare  N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024
Dissequestro del SIMEC

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a cura di Luciano Marrocco

La "sentenza di assoluzione" del SIMEC del Tribunale di Chieti

Tribunale di Chieti

Il Tribunale del riesame, riunito in Camera di Consiglio con l’intervento dei Signori Magistrati:
dr. Antonio Gagliardi - Presidente
dr. Giro Marsella - Giudice relatore
dr. Angelo Zaccagnini- Giudice
Letti gli atti ed i documenti presenti nel fascicolo del PM nonchè quelli prodotti a corredo dell’istanza di riesame dalla difesa
uditi in Camera di Consiglio il Relatore, nonché, per la Procura della Repubblica, la dr.ssa Rosangela Di Stefano e, per la difesa, l’avv Antonio Pimpini,
a scioglimento della riserva assunta nell' udienza del 30/8/2000.

OSSERVA

Il GIP presso il Tribunale di Chieti con decreto depositato in Cancelleria il 9/8/2000 ed eseguito il 10-11/8/2000, ha accolto la richiesta di sequestro dei Simec - Simboli Econometrici di Valore Indotto - avanzata ex art. 321 cpp dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti con istanza dell' 8/8/2000, ponendo a fondamento del “fumus” dell’istanza la verosimile violazione del disposto di cui agli artt 11. 106. 130 e 132 D L vo 385/93 (cd Testo Unico in materia bancaria).

Avverso la predetta determinazione cautelare e insorto il prof Giacinto Auriti, ideatore dell'iniziativa Simec, sollevando motivi sia di rito che di merito e sostanzialmente ribadendo l’esclusivo rilievo civilistico della vicenda nonché l‘assoluta insussistenza di ipotesi di reato nella vicenda inerente alla circolazione dei Simec medesimi. L’Auriti sottolineava, altresì, l’importanza scientifica dell’iniziativa, sviluppatasi inizialmente, sul piano teorico, presso la Cattedra di Teoria Generale del Diritto e proseguita, in via attuatìva, in quella di Sociologia del Diritto.

In buona sostanza, la fattispecie sottoposta al vaglio del Tribunale del riesame - prescindendo dai principi teorici posti a fondamento delI’iniziativa - è sintetizzabile nel seguente modo:

1- Il prof. Auriti, nelle vesti di Segretario Nazionale del Sindacato Antiusura, diretta espressione dell’Associazione Culturale Aspp, ha concordato con un gruppo di commercianti principalmente localizzati nel territorio di Guardiagrele, l’emissione di un documento cartaceo denominato Simec, posto in vendita ad un valore nominale pari alla lira ma accettato dalla base associativa dei commercianti ad un valore doppio rispetto alla stessa, con la possibilità degli stessi di riconvertire i Simec sempre al valore doppio di quello iniziale di acquisto.

2- Il gruppo di commercianti ha aderito liberamente e pienamente all’iniziativa, accettando il sistema ed accollandosi anche il rischio del suo eventuale fallimento, conoscendo preventivamente che l’importo convertibile era comunque unicamente quello derivante dalla vendita dei Simec.

3- I fondamenti dell’iniziativa varino individuati a) da un lato, sul principio dell’accettazione nella dinamica commerciale e, quindi. nell’esercizio della libertà d’impresa e contrattuale, di un documento

- il Simec suddetto - la cui composizione merceologica risulta del tutto indifferente ai fini del decidere, accettato da una base associativa più o meno estesa - configurandosi in tal guisa, un contratto aperto per adesione -‘ all’interno della quale il Simec medesimo viene accettato ad un valore nominale doppio rispetto alla lira, b) dall’altro, sulla cd. velocità di circolazione del documento e sulla progressiva riduzione delle richieste di conversione, collegate alla sempre maggiore fiducia degli aderenti nel buon fine dell’esperimento. di per sé sufficiente ad escludere una conversione di massa. -

Su tale situazione, in essere in Guardiagrele sino al 9/8/2000, si è inserita la Procura della Repubblica ravvisando nei fatti come innanzi compendiati la violazione degli artt 11, 106, 130, e 132 D L vo 385/93. rilevando una raccolta illecita del risparmio e l’esercizio abusivo dell’attività di finanziamento, così da essere indotta a richiedere l’emissione del decreto di sequestro preventivo dei Simec ex art. 321 cpp, accolto dal GIP.

In sostanza, il GIP ha condiviso la tesi accusatoria, per cui la condotta tenuta dal prof. Auriti viene ritenuta in contrasto con i precetti normativi innanzi indicati, ha evidenziato il rischio di mancata riconversione del Simec, ha fatto proprie “le preoccupazioni nutrite dall’accusa su incongruenze contabili", infine ha adombrato pericoli di “riciclaggio di denaro proveniente da delitti".

A parere del Collegio non sussistono nè il "fumus" né il “periculum” necessari per l’emanazione della misura cautelare “de qua". Infatti, sia che si voglia condividere l’indirizzo giurisprudenziale che afferma l‘autorizzabilità del sequestro solo per l’ipotesi di gravi indizi di colpevolezza ovvero l’altro indirizzo che richiede l’astratta configurabilità dell ipotesi di reato. nella vicenda in esame emerge evidente l'assenza del presupposto primario ed indefettibile rappresentato dalla necessaria commissione di un fatto dì reato, giacché il principio di legalità non può non condizionare l'applicabilità delle misure cautelari e delle altre misure strumentali al giudizio penale (cfr Cass Pen 25/3/1993, Crispo CP 1994. 1610).
Osserva, invero, il Collegio che i disposti normativi di cui agli artt 11. 106, 130 e 132 D L vo 385/13 non appaiono violati dal prof. Auriti, atteso l’assoluto, esclusivo ed evidente rilievo civilistico dell’iniziativa, espressione legittima dell’autonomia negoziale ed attuazione del principio della libertà di contrarre riservata a chiunque, non comprimibile se non in presenza di una illiceità penale, allo stato non ravvisabile.

Infatti - a parte il sospetto d’incostituzionalità dell’ipotesi incriminatrice prevista dal combinato disposto di cui all’art 11 comma 1° e 130 D. L vo 385/93. nella parte in cui individua, genericamente e in violazione del principio di tassatività in qualsiasi veste giuridica (id est "sotto altra forma") la condotta illecita - nessuna acquisizione di fondi con obbligo di rimborso viene attuata dal prof. Auriti.

L’indagato, invero - come niconosciuto dallo stesso GIP - pone in essere un atto di compravendita al momento dell’emissione dei cd Simec. in esecuzione del quale iI compratore acquista, versando lire, un quantitativo di identico valore di Simec. Dal ché, trattandosi di un atto inquadrabile nell'ambito degli artt. 1470 e ss cc. non può ipotizzarsi alcuni obbligo di rimborso sia in senso stretto che in senso lato.

Successivamente, il simbolo denominato Sìmec diviene - come reca la stessa dicitura inserita nel predetto documento - " di proprietà del portatore " così che nella dinamica negoziale lo stesso non è pagabile ma convertibile. E', invero, proprio il portatore del documento che gli conferisce il valore, accettandolo ad un valore doppio; documento che, allo stesso modo e nei medesimi termini, viene accettato dagli esercizi convenzionati associati, alla stregua di un' iniziativa promozionale. Il commerciante aderente al sistema, infatti dopo averlo accettato può riporlo in circolazione nel sistema, ovvero convertirlo ad un corrispettivo determinabile secondo i livelli di liquidità presenti nello stesso sistema. Trattasi, in questo caso, di un atto di retrovendita, ammissibile e meritevole di tutela cx art. 1322, comma 2° c.c.
E’ evidente, pertanto, che le some utilizzate dai consumatori per l’acquisto dei Simec e, di poi, riversate nel sistema associativo mediante acquisto dei beni presso gli esercizi convenzionati, attesa la destinazione diretta ed immediata all’ acquisto di beni di consumo spesso voluttuari, non possono affatto essere ricondotte nel cd risparmio personale o familiare.

Infatti - ed al contrario di quanto avviene nel caso che ci occupa –nell’ ipotesi suddetta la liquidità viene provvisoriamente, per un periodo più o meno lungo, sottratta alle esigenze immediate di consumo per accedere a quelle tipiche del risparmio presupponenti la stasi di quelle o comunque l’indisponibilità da parte del soggetto depositante, nella certezza di ottenere il rimborso ed i frutti civili, che incentivano la propensione alla parsimonia.
Orbene, tutto ciò nella vicenda sottoposta all’ esame del Collegio non si verifica, l’indagato non acquisisce fondi provenienti dal risparmio, ma - per così dire- favorisce il consumo. L’ insussistenza di alcun obbligo di restituzione a carico dell’Auriti anche nei confronti degli stessi commercianti – poiché la convertibilità, come tale, esclude una struttura negoziale di tal fatta -consente di ritenere che nella fattispecie vi sia un mero esercizio della libertà negoziale e della iniziativa economica sotto forma associativa. Ciò posto, tutti e tre i dedotti momenti - libertà negoziale, d’iniziativa privata e di associarsi - rivestono rilievo costituzionale e non possono subire compressioni ingiustificate.
Aggiunge il Collegio che, d’altro canto, la difesa ha dato compiuta spiegazione dei principi posti a fondamento dell’iniziativa - ampiamente dibattuti all’interno del mondo accademico - dai quali può evidenziarsi l’ampia accettazione degli aderenti al sistema dei principi del Simec e, soprattutto la preventiva conoscenza che l’importo eventualmente convertibile è unicamente quello derivante dalla vendita dei Sìmec - secondo quanto risulta dalle dichiarazioni dei commercianti e dalle lettere acquisite agli atti -, per cui la differenza tra valore nominale e di cambio costituisce il rischio d’impresa di cui ognuno di loro si è fatto carico.
Va, altresì, osservato che alla luce dalla stessa definizione contenuta nell’art. 11 TU 385/93 - secondo cui la raccolta dei risparmio è costituita dall’acquisizione di fondi con l’obbligo di rimborso, sia sotto forma di deposito che sotto altra forma “- l’ipotesi accusatoria della Procura risulta inverosimile ove si consideri che,

a) l’obbligo di rimborso previsto nel cennato precetto normativo dovrebbe intercorrere tra il depositante e il depositario, mentre nel caso ‘de quo’ si tratta di atto di compravendita di Simec da parte del consumatore, cui segue l’eventuale conversione da parte di un altro soggetto, il commerciante convenzionato,

b) le somme destiniate al risparmio - conie già evidenziato sopra - sono per definizione sottratte all’ utilizzo immediato del titolare, posto che il risparmiatore se ne priva e non le destina al soddisfacimento dei bisogni immediati, di prima necessità o più in generale di consumo, mentre, al contrario, quelle utilizzate dai consumatori per l’acquisto dei Simec sono pacificamente destinate all’acquisto di beni e quindi pacificamente estranee ad essere ricondotte a qualsiasi forma di risparmio,

c) manca qualsiasi attività di utilizzazione delle somme ottenute dalla compravendita dei Simec da parte dell’emittente - venditore, posto che le stesse restano ‘in toto’ destinate alla conversione in favore dei commercianti aderenti all’iniziativa

d) è del tutto assente l’intervallo temporale necessario perché l’attività di risparmio consenta di pervenire a forme di remunerazione e) è assente qualsiasi forma di lucro.

La correttezza dell’interpretazione qui prospettato appare evidente -in ogni caso- dalla considerazione delle assurde conseguenze cui condurrebbe l’adesione alla tesi dell’accusa. Dovrebbe, infatti, ammettersi che chiunque acquisisca fondi o valori ed abbia poi obbligo del loro rimborso – obbligo comunque insussistente, per quanto detto. ‘nel caso de quo - commetta il reato in questione, come - con esemplificazione paradossale - il gestore di un casinò obbligato a restituire il controvalore delle ‘fiches”

Ritiene ancora il Collegio - sotto l’altro profilo rilevante - che neanche la normativa incriminatrice dell’esercizio abusivo di attività finanziaria, disciplinata dal combinato disposto di cui agli artt ‘106 I comma e ‘132 D.Lvo 385/93. sia violata nella fattispecie. in quanto l’Auriti non ha posto in essere alcuna attività di assunzione di partecipazioni. di concessione di finanziamenti, di prestazioni di pagamento e di intermediazioni in cambi, avendo semplicemente compravenduto supporti cartacei denominati Simec, accettati da un numero determinato di esercizi, il cui valore, doppio rispetto alla lira, e stato conferito dagli stessi aderenti al sistema.

Orbene, anche a voler utilizzare la definizione più ampia ed onnicomprensiva data dalla dottrina all’attività di finanziamento come quella concernente tutte le operazioni a seguito delle quali la banca risulti creditrice di una somma di denaro nei confronti del prenditore dì credito, tenuto conto della restituzione delle somme ricevute”, nella fattispecie non pare in alcun modo configurabile l’ipotesi criminosa prevista dal predetto disposto normativo. Infatti, il prof Auriti non pone in essere alcuna delle condotte indicate nell’arI 106 TU legge bancaria. in quanto non attua alcuna forma di finanziamento sotto qualsiasi veste, non assume partecipazioni ne prestazioni di servizi a pagamento. Inoltre allo stato non risulta che la predetta attività sia professionalmente organizzata con modalità e strumenti tali da prevedere e consentire una concessione sistematica di un numero indeterminato di mutui o finanziamenti in via diretta (cfr Cass Penale 6/10/1 995 sez V) Sotto il profilo fattuale Infatti, l’ acquisto dei Simec da parte dell’utente, l’assenza di qualsiasi erogazione di somme da parte dell’Aurìti e l’evidente insussistenza di finalità di lucro sempre da parte dell’emittente, escludono ogni riferibilità della vicenda ‘de qua” all’abusiva attività di finanziamento di cui all’arI 132 D Lvo cit

A ciò aggiungasi l’insussistenza di alcuna condotta di erogazione del credito attraverso una delle azioni indicate dall’arI. 106 D L vo cit. e che, inoltre non vi è, ne è stata prospettata, un’attività professionalmente organizzata tesa a prevedere e consentire la concessione sistematica di un numero indeterminato di mutui finanziamenti” (cfr Cass Reni 8/10/1997 n 5285).
Peraltro, è appena il caso di evidenziare che l’attività di finanziamento - in
ipotesi - avrebbe dovuto attuarsi con moneta avente corso legale e non già con un documento sprovvisto di spendibilità generalizzata, in quanto limitato nello circolazione agli accettanti il Simec.
Infatti, l’attività finanziaria, per essere tale, anche in aderenza al disposto di cui all’art. 106 D.Lvc 1993/385 presuppone che la banca - nella specie non si sa chi, cioè se tale qualifica vada ricondotta al prof Auriti, ai commercianti o ai consumatori - risulti creditrice di una somma di denaro nei confronti del prenditore del finanziamento, il quale ultimo è naturalmente obbligato alla restituzione delle somme ricevute. L’accusa crea, allora, una sorta di inammissibile fungibilità ed interscambio delle condotte dei soggetti interessati, senza considerare che il prof. Auriti non svolge alcuna attività di finanziamento né risulta creditore di somme di denaro, nonché che alcuno risulta obbligato alla restituzione nei suoi confronti.
E’ evidente, inoltre che non sussiste alcuna attività di assunzione di partecipazioni, dì concessione di finanziamenti e di intermediazione, nulla ricevendo il prof. Auriti per la mera emissione del Simec. Né dalla condotta dell’indagato si evince che lo stesso tenda ad equipararsi ad un istituto di credito, ingenerando confusione nella collettività utilizzando termini come ‘banca’ o assimilabili, dai quali possa ritenersi che si stia esercitando il credito ovvero si proceda a raccolta di risparmio.

Rileva, peraltro, il Collegio che il GIP ha ravvisato ulteriori circostanze di rilievo penale non dedotte dall’accusa né dalla stessa ritenute commesse - cosi da doversi dubitare della loro utilizzabilità ai fini del “fumus” dell’istanza cautelare - che appaiono comunque prive di fondamento.

Quanto all’ipotesi del rifiuto di conversione dei Simec in denaro, incidendosi su un rapporto interno ad un gruppo ristretto di persone che hanno accettato il meccanismo ed i principi del relativo Sistema, il rilievo che ne deriva è esclusivamente di natura civilistica contrattuale o al più, cartolare, privo comunque di riflessi penalmente i rilevanti.
Quanto, poi alle preoccupazioni sulla verosimile sussistenza di irregolarità contabili - evidentemente ritenute prodromo di violazioni fiscali o tributarie - come emerge dai accertamenti sommari degli organi di P.G. e dalle dichiarazioni rese dai commercianti aderenti al sistema, non paiono aver ragione d’essere posto che i titolari dei singoli esercizi procedono alla registrazione degli importi incamerati in lire e nell’ammontare pari al valore reale della vendita, cosi che nessun rischio di evasione sussiste, ciò oltre all’assorbente e decisiva considerazione dell’estraneità dell’addebito nei confronti dell’Auriti.
Anche il pericolo di riciclaggio appare insussistente nonché - come sottolineato dalla difesa - alquanto contraddittorio nei modi e termini indicati dal GIP, poiché da un lato si ritiene che il sistema sia fatalmente votato all’insuccesso, mentre dall’altro si ravvisa addirittura il rischio di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecita, che mal si concilia con l’espressa scarsa fiducia sulla remunerabilità del sistema. Orbene senza voler utilizzare l’esempio eccessivo addotto della difesa, è sicuramente vero che, volendosi condividere l’assunto del GIP ben poche attività d’intrapresa sarebbero esenti dai rischio ed addirittura dal remoto pericolo di riciclaggio.
Osserva da ultimo, il Collegio che all’ assenza del “fumus commissi delicti” si coniuga l’insussistenza del “periculum in mora”, quale ulteriore presupposto per l’adozione del provvedimento di sequestro. Al riguardo, invero, lo stesso GIP utilizza argomentazioni non condivisibili –nel punto 4) del decreto di sequestro preventivo, nella parte denominata “Della progressione degli illeciti e del protrarsi della conseguenze” – in quanto rilevanti solo sotto il profilo civilistico siccome riferite ad eventuali inadempimenti di obbligazioni assunte all’interno del sistema associativo di accettazione dei Simec, ma, ininfluenti ai fini penali “de quibus”.
Peraltro, eventuali incongruenze del sistema porrebbero questioni rilevanti solo fra gli aderenti al medesimo senza alcuna connotazione pubblicistica o di ordine Pubblico.
Aggiungasi che i Simec - siccome non moneta e non avendone le caratteristiche di generalità, universalità e obbligatorietà di accettazione - non hanno spendibilità generalizzata in quanto la circolazione avviene all’interno di un sistema predeterminato e predefinito, sebbene aperto a successive adesioni. Trattandosi, pertanto di fattispecie negoziale riconducibile al contratto per adesione come tale aperto allo futura accettazione di successivi aderenti non può disporsi un’inibitoria cosi gravosa in quanto lesiva di interessi di primario rilievo costituzionale. Sicché appare assente il pericolo che la libera disponibilità della cosa possa aggravare o protrarre le conseguenze di un reato, ovvero agevolare la commissione di altri.
Tanto premesso.

P.Q.M.

Revoca il sequestro di tagliandi di carta filigranata denominanti “SIMEC” disposto dal GIP con decreto in data 8-9/8/2000, nei confronti di Auriti Giacinto ed altri eseguito dalla Guardia di Finanza il giorno 11/8/2000.
Manda allo stesso organo di P.G. che ha proceduto al sequestro per l’esecuzione del presente provvedimento e la restituzione dei “SIMEC” sequestrati alle persone nei confronti delle quali il sequestro è stato eseguito.

Chieti, li 30/8/2000
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LA CIVILTÀ EUROPEA NELLA TRADIZIONE ROMANO CRISTIANA

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SU UNA DICHIARAZIONE DI SILVO BERLUSCONI
di
Giacinto Auriti

In relazione a quanto affermato dal Presidente dei Consiglio, circa la superiorità della cultura occidentale sulle altre, va precisato che non è possibile concepire la “globalizzazione" delle civiltà. In particolare non si può porre sullo stesso piano la civiltà europea con quella anglo americana. Per giudicare le grandi linee dei messaggi di civiltà, va posta la distinzione tra la cultura semita (araba, ebraica ed anglo americana) e la cultura romano cristiana. In quella la religione è subordinata alla sovranità politica, in questa la sovranità e subordinata eticamente al magistero dei Cristianesimo.

Il Messa di gloria degli ebrei e la guerra santa dell'Islam sì contrappongono in rapporto di assoluta incompatibilità al Messia crocifisso quando afferma: “il mio regno non è di questo mondo”. Questa tesi per i politici di moda  è inaccettabile perché avrebbe per essi un connotato fallimentare. Infatti, chi non ha fede non può comprendere l'importanza dell'ulteriore insegnamento di Cristo, che al precedente si collega: “fate la volontà del padre mio che è nei cieli, il resto vi sarà dato in sovrappiù ".

Questa contrapposizione comporta una scelta etica fondamentale perché evidenzia il principio del "servire" in antitesi a quello del "servirsi". Solo su queste premesse si spiega infatti la differenza tra Sacro Romano Impero, da una parte e, dall'altra, Islam e Commonwelth (in cui il re d'Inghilterra è il capo della eresia protestante, secondo la logica semita della subordinazione del potere religioso a quello politico).

La testimonianza dell'amore infinito di Cristo che costituisce il cuore del Vangelo è quando Cristo sta di fronte a Caifa che gli domanda: "Sei tu il figlio di Dio?"; Cristo conferma: “Tu l'hai detto”, e per questo va in croce. A questo punto o si crede o non si crede; se non si crede Cristo avrebbe mentito non per salvarsi ma per andare in croce, il che è impossibile. Poco prima aveva detto al Padre “allontana da me se puoi questo calice amaro, e sia fatta non la mia, ma la tua volontà".

Chi avrebbe potuto inventare una storia romanzata cosi assurda? Ecco perché ci piace ricordare la fondamentale scelta di fede pronunciata da Benedetto Croce: "Perché non possiamo non dirci Cristiani".

Ed è su questo principio che basa la superiorità della tradizione romano cristiana che è l'essenza della civiltà europea. Non si tratta di stabilire un principio di subordinazione gerarchica o qualitativa ma puramente etica in quanto basata sulla verità rivelata e scientificamente interpretata, secondo i principi della totalità e coerenza ermeneutica.           

 Fonte www.abruzzopress.it
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La "trappola" di Maastricht

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La "trappola" dell'art. 107 del Trattato di Maastricht.

L'Europa come l’Argentina?

Sì! La validità di questa diagnosi si basa su due argomenti fondamentali:

1) l'art. 107 del di Maastricht;

2) l'avvento dell'euro.

Alla prima lettura del Trattato, pur se spiacevolmente sorpresi dall'articolo 107, non ne avevamo compreso il vero perché, oggi, dopo il dramma dell'Argentina, finalmente l'abbiamo capito.

L'art. 107 - che vieta qualsiasi possibilità di contatto o interferenza tra gli Stati Membri e la Banca Centrale Europea nella fase dell'emissione - è stato ufficialmente giustificato sul principio della necessità di salvaguardare l'euro da spinte o sollecitazioni inflazionistiche. (Questa esigenza poteva essere soddisfatta sulla base dei normali criteri di "discrezionalità tecnica" ben note alle scuole della statistica bancaria, tanto è vero che questa norma non ha precedenti).

La verità è che si è voluto alzare un muro invalicabile analogo a quello che separa gli Stati dalle banche centrali straniere. In altri termini, con l'art. 107 e il rapporto tra Stati Europei e BCE è identico a quello esistente tra l'Argentina e la Federal Reserve Bank americana. Su queste premesse l'emissione dell'euro è fatta dalla BCE come se fosse un prestito ad uno stato estero.

Apparentemente, poiché le banche centrali emettono moneta solo prestandola,potrebbe sembrare che tra l'emissione di moneta all'interno o all'estero non vi sia nessuna differenza, mentre noi ben sappiamo - e meglio di noi lo sanno gli estensori del citato 107 - che il prestito all'estero è drasticamente preteso in restituzione per norma e consuetudine internazionale, in quanto effettuato a favore di estranei; il prestito all'interno è attenuato e/o dilazionato per i contatti e le sollecitazioni che normalmente caratterizzano i rapporti tra banca centrale e governo: quei medesimi contatti che l'alta loggia bancaria ha voluto attentamente evitare in quanto particolarmente fastidiosi agli usurai di regime.

In altri termini, con l'art. 107 e l'avvento dell'euro, l'Europa sta nella stessa subordinazione che ha l'Argentina nei confronti del dollaro. S'indebita, infatti, per debiti peraltro non dovuti, nei confronti della BCE, per un valore pari a tutto l'euro in circolazione, senza alcuna possibilità di poter evitare che la spada di Damocle dei debiti (per altro non dovuti), precipiti, come in Argentina, sulla sua testa.

Il fatto stesso che nel trattato di Maastricht sia stato tempestivamente inserito l'art. 107, in tempi non sospetti, ci fa pensare che il "Damocle pro tempore", il governatore Duysemberg, abbia serie intenzioni di precipitare la spada, copiando quanto ha fatto il suo collega, Alan Greespan, con l'Argentina.

Dunque la "spada" esiste e sta sulle nostre teste. Ci auguriamo che non caschi, ma questa speranza non è sufficiente. Ecco perché occorre predisporre una moneta di emergenza che consenta di colmare i vuoti monetari analoghi a quelli argentini. La moneta è come il sangue, la sua quantità deve essere adeguata alla entità del corpo da irrorare, e si deve predisporne la disponibilità per la trasfusione eliminando il rischio del collasso mortale. Il Governo Argentino comprese questa verità e progettò la moneta alternativa, l'argentina, la cui emissione fu impedita, com'è noto, dall'intervento di autorità usurocratiche sovranazionali.

Il nostro vantaggio è dato dal fatto che - su iniziativa del Sindacato Antiusura SAUS - è già nata in Italia la moneta alternativa, il SIMEC, che consente di affrontare i tempi di emergenza perché concepito in modo da non poter essere controllato dal sistema delle banche centrali in quanto nasce "di proprietà del portatore" e "senza riserva", come l'oro, ed ha ottenuto il crisma della legittimità con Ordinanza del Tribunale di Chieti (del 21 settembre 2000, n. 127) e la pubblicazione sulCatalogo euro-unificato della moneta italiana (Alfa Edizioni, Torino, 2001, pag. 791, dove è ufficialmente quotato: "Attuale valore virtuale: 1000 Simec = 2000 lire").

Occorre pertanto promuovere la conversione euro-simec e/o simec-euro mediante fondi di convertibilità all'uopo costituiti, conferendo nel fondo non la proprietà, ma la sola disponibilità per il cambio. In tal modo il conferente, caratista del fondo, resta proprietario sia degli euro che dei simec di sua spettanza.



Tratto da - IL PAESE DELL' UTOPIA La risposta alle cinque domande di Ezra Pound - di Giacinto Auriti edizioni Tabula fati www.tabulafati.it
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Cos'è il SIMEC

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SIMEC, per comprendere meglio vi invitiamo a leggere dell'esperimento effettuato nella cittadina di Guardiagrele

SIMEC significa SIMbolo EConometrico  di VALORE INDOTTO, come ad esempio, il metro serve per misurare la lunghezza così il SIMEC serve per misurare il Valore dei beni Economici , che sono tali perche rari .

Della MONETA del POPOLO si è fatto uno scientifico esperimento in una cittadina abruzzese, Guardiagrele (12), ad opera dell'infaticabile professor Giacinto Auriti, il quale, verso la fine del luglio 2000, nella sua qualità di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato Anti-USura) ha messo in circolazione i SIMEC (SIMboli EConometrici di VALORE INDOTTO), di esclusiva PROPRIETÀ del PORTATORE (come è esplicitamente stampato sui biglietti) (13). Scopo di questo esperimento è stato dimostrare la validità della scoperta ad opera di Auriti del VALORE INDOTTO della MONETA che egli stesso  ha propugnato per trentotto anni, è quello di verificare "in corpore vili" che i cittadini possono per convenzione creare il valore della moneta locale senza alcun intervento ne dello Stato ne del sistema bancario; l'obiettivo ultimo è quello di sostituire alla sovranità illegittima della Banca Centrale Europea, la proprietà della moneta, quale prerogativa dello Stato, a favore dei singoli cittadini (14); ma, a nostro avviso, ha rappresentato già un successo enorme, ha messo un punto fermo in materia monetaria, l'accertamento sul piano pratico e fattuale del principio che il valore è dato alla moneta solo da chi l'accetta sulla base di una convenzione, non importa se solo implicita.

E almeno sotto questo profilo,  la dimostrazione provata da Auriti ha avuto un ampio successo, se è vero che, come riporta la stampa locale (15), "l'operazione economica ha rivitalizzato il commercio, prima sopito, del paese". "È come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato", ha affermato Auriti, cui di certo non è ignoto il messaggio cristiano, contenuto nella enciclica Quadragesima anno (16). In realtà non può dubitarsi che l'iniziativa del giurista abruzzese costituisce un importante riscontro scientifico di sociologia giuridica ed economica senza precedenti in Italia, soprattutto perché proviene da un'associazione privata (SAUS) e non da un ente dotato di potere pubblico, come potrebbe essere, se non lo Stato, il Comune. Deve anche aggiungersi che l'esperimento di Auriti ha sollecitato l'attenzione non solo delle forze politiche italiane, oltre che della stampa nazionale, ma anche di numerosi organi di informazione stranieri,(17) a dimostrazione dell'interesse destato dalla nuova rivoluzionaria formula monetaria (18), che soddisfa il bisogno di usare la MONETA COME STRUMENTO DI DIRITTO SOCIALE. In ogni caso non può non destare sorpresa, oltre che, naturalmente, soddisfazione, il fatto che l'esperimento monetario di Guardiagrele sia riuscito ad imporsi all'attenzione nazionale ed internazionale nonostante che sia stato limitato ad una collettività tutto sommato molto ristretta. Questa, peraltro, ha fornito la prova come il popolo abbia la forza di creare per proprio conto valori convenzionali di moneta locale, pur senza invadere le competenze della Banca Centrale e nel rispetto della circolazione della banconota legale.

Per quanto riguarda le modalità con le quali si dovrà articolare esperimenti come quello di Guardiagrele, lo stesso Auriti ha posto in evidenza come il progetto debba essere realizzato in due fasi: la prima, che si può denominare “dell'avviamento", è servito perché il SIMEC a far conseguire "quel VALORE INDOTTO che lo oggettivizza come un bene reale, oggetto di PROPRIETÀ DEL PORTATORE", e che lo distinguerà dalla moneta corrente non più soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente.

La seconda fase dovrebbe consentire ai Comuni di "beneficiare” del servizio econometrico , mediante un Assessorato per il REDDITO DI CITTADINANZA, che prima della stampa dei SIMboli EConometrici e della loro assegnazione tramite un CODICE DEI REDDITI SOCIALI, avrebbe il compito di promuovere in modo adeguato, anche culturalmente, in modo da attuare l'iniziativa, e distribuire i SIMEC tra i cittadini" (19).

L'unica critica, apparentemente seria, che in teoria può muoversi contro l'esperimento di Guardiagrele riguarda il problema della "riserva": potrebbe infatti sostenersi che in tanto il SIMEC viene accettato dai cittadini per essere speso nei negozi convenzionati (cioè aderenti alla iniziativa), in quanto esso è garantito dalla Lira, vale a dire dalle somme di moneta corrente che il cittadino deposita per avere in cambio la moneta locale; con la conseguenza che verrebbe a crearsi una ben singolare situazione, che vede, da una parte, la banconota della Banca d'Italia, la quale, pur avendo l'apparenza di una cambiale, e cioè di un titolo di credito, non è tuttavia pagabile per difetto di riserva; e dall'altra parte, il SIMEC, il quale, pur avendo l'apparenza di un biglietto di proprietà del portatore, è tuttavia convertibile nelle lire che ne costituiscono la riserva.

La critica è suggestiva ma infondata. Se si ponesse infatti la dovuta attenzione alla storia della moneta, così come si è dipanata nel corso dei secoli, si avvertirebbe subito che, in definitiva, il SIMEC, così come è stato concepito dal suo ideatore, ha iniziato a percorrere quella storia dalla sua fase iniziale, quando tutte le banconote erano convertibili in oro, dapprima in misura integrale e poi in misura percentuale; e che, ad un certo momento, quelle banconote continuarono ad essere accettate e quindi a circolare nonostante la soppressione della convertibilità. Tutto ciò, proprio per effetto di quel "VALORE INDOTTO" intuito e scoperto da Auriti, che ha consentito alla moneta legale, sebbene a corso forzoso, di mantenere il proprio potere d'acquisto. (19bis)

Riguardo poi alla rilevata contrapposizione tra la banconota della BCE ed il SIMEC, non può minimamente dubitarsi che nel raffronto è la prima che fa una ben misera figura, perché proprio a causa della sua apparenza di   la Banca Centrale (come è stato già dimostrato) esercita la tirannia dell'usura, che da ingresso anche a quella politico-sociale (20).

D'altra parte il SIMEC può fare a meno della riserva, se invece che emesso da una associazione privata, fosse posta in circolazione, come REDDITO DI CITTADINANZA, da un ente pubblico, come potrebbe essere il Comune o, ancora meglio, lo Stato, in modo che alla sicurezza offerta da una riserva si sostituisse quella offerta dal potere dell'autorità (21).

NOTE

12 - Guardiagrele è una antichissima cittadina in provincia di Chieti, situata su un colle (m. 577) della sezione nord-orientale della Maiella, della quale si hanno notizie sicure solo dall'anno 101 d. C. Patria del famoso Nicola (da Guardiagrele), orafo e scultore, di cui alcune opere possono ammirarsi anche a San Giovanni in Laterano a Roma, è altresì molto nota per essere stata scelta da Gabriele d'Annunzio come uno degli scenari del suo II Trionfo della morte.

13 - Questo esperimento ricorda quanto attuato in molte località degli Stati Uniti d'America e del Canada, tra le quali Ithaca, nello Stato di New York: in queste località la "local money" circola parallelamente alla moneta legale.

14 - "Abbiamo acceso la scintilla della rivoluzione guardiese", ha esclamato alla folla plaudente Giacinto Auriti (cfr. /; Centro dell'11 agosto 2000, cronaca di Chieti).

15 - Cfr. Il Messaggero del 12 agosto 2000.

16 - Cfr. il capitolo VI. Del libro – La banca la moneta e l’usura -

17 - Si ha notizia che se ne sono interessati, con interviste concesse da Auriti il Daily Express, L’Holland the Volkstra, il Tager An Zeiger, lo Stuttgarter Zeitung, il New York Times ,Il The Wall Street Journal, le televisioni: russa, sudafricana, giapponese e quella franco-belga Arte; e che, del SIMEC, si è informata anche l'Università della California.

18 - Degna di nota è la dichiarazione resa da Auriti alla stampa (cfr. Il Messassero edizione regionale, 17 agosto 2000) sulla funzione che la "moneta del popolo e destinata a svolgere: "Come nel 1793 nella Vandea il popolo si sollevò contro il sistema fiscale divenuto un pagamento illimitato e non dovuto dopo l’emissione nel 1790 dei primi assegnati o moneta nominale, così voglio proporre ora la controrivoluzione monetaria. Far dichiarare la moneta proprietà del popolo; lo Stato tramite la Banca Centrale tratterrà all'origine quanto è necessario per i costi e funzioni dei suoi servizi, eliminando la persecuzione e l'evasione fiscale"

19 - Dalla conferenza tenuta da Giacinto Auriti il 10 settembre 2000 alla Sala Caprina del Comune di Erba (Como) nel corso del Convegno organizzato dalla Lega Nord Padania dedicato alle "Linee culturali di particolare rilievo sociale".

19 bis - E’ anticipatamente prevista una critica che potrebbe rivolgersi alla teoria del prof. Auriti; critica di cui si dimostra l'inconsistenza. Il fatto da tener sempre presente è che Auriti ha inteso dimostrare la fondatezza della propria teoria sul "valore indotto" della banconota, secondo cui la moneta cartacea, nonostante che il suo valore intrinseco sia del tutto nullo ( a differenza della moneta aurea o argentea, che nasce fin dall'origine con un proprio valore intrinseco) e nonostante che non sia più convertibile in oro in tutto o in parte, tuttavia viene ciecamente accettata dai popoli come mezzo di pagamento: la banconota riceve il proprio valore come mezzo di pagamento solo perché i popoli l'accettano, benché sia priva di valore intrinseco. La vita del SIMEC ha avuto una vita estremamente breve, a differenza della banconota di carta, la cui vita è iniziata da secoli e che ha avuto modo di passare attraverso vari stadi: convertibilità totale in oro, convertibilità parziale ed infine inconvertibilità (con i trattati di Bretton Woods ). Il SIMEC, invece, ha potuto attraversare, nel tempo ridottissimo di circa un anno, soltanto la fase della convertibilità in Lire. Sarebbe dovuto durare di più per poter attraversare gli stadi successivi.

20 - II SIMEC ha resistito vittoriosamente anche ad inchieste di carattere penale, promosse da magistrati frettolosi e certamente poco competenti nella materia monetaria. Il Tribunale di Chieti, infatti, con ordinanza del 30 agosto 2000, su ricorso di Auriti, ha ordinato la revoca del sequestro dei SIMEC, che era stato disposto dal Gip con decreto del precedente 9 agosto, ritenendo tra l'altro che: "nella vicenda in esame emerge evidente l'assenza del presupposto primario ed indefettibile rappresentato dalla necessaria commissione di un fatto di reato"; che "è, invero, proprio il portatore del documento che gli conferisce valore"; che Auriti "non acquisisce fondi provenienti dal risparmio, ma - per così dire- favorisce il consumo"; e che "tutti e tre i dedotti momenti - libertà negoziale, d'iniziativa privata e di associarsi - rivestono rilievo costituzionale e non possono subire compressioni ingiustificate". Inoltre, quasi a dimostrazione di come l'esperimento di Auriti sia l'opposto di quanto viene invece operato dal sistema bancario, il Tribunale ha rilevato che "manca qualsiasi attività di utilizzazione delle somme ottenute dalla compravendita dei SIMEC da parte dell'emittente-venditore, posto che le stesse restano 'in toto' destinate alla conversione in favore dei commercianti aderenti all'iniziativa" e, infine, che "è assente qualsiasi forma di lucro".

21 - In tal modo potrebbe realizzarsi, con la stessa certezza di successo, la formula monetaria ideata dal Parlamento dell'isola di Guernesey (cfr. capitolo X, par.5, nota 14 che riportiamo in seguito). E’ istruttivo ad avviso di chi scrive, portare a conoscenza del lettore la storia della  “ moneta dell’isola di Guernesey “, una delle tante isole Normanne del Canale della Manica, ricordata da Gertrude Coogan: sul finire della guerre napoleoniche,  l’isola si trovava in condizioni economiche disastrose a causa della penuria di moneta che impediva finanche la costruzione di importanti e necessarie opere pubbliche: la moneta usata dal popolo era la banconota della Banca d’Inghilterra, ma di essa vi era estrema scarsità. Questa stagnazione economica non consentiva nemmeno lo sfruttamento delle abbondanti risorse naturali, come la pietra da costruzione e dell’agricoltura. Un giorno alcuni rappresentanti del popolo chiesero al Governatore di voler indicare una soluzione a questo stato di cose ed in particolare lamentarono di non poter costruire un mercato per mancanza di denaro. Il Governatore domandò loro se avessero marmo, materiale per produrre calce e mattoni, legname, ed uomini disposti a lavorare, ed alla loro risposta affermativa, unita nuovamente alla constatazione che mancava la cosa più essenziale, cioè il denaro, egli suggerì che fossero ”gli Stati di Guernesey” ( cioè il loro Parlamento) ad emettere la moneta. Fu così che, predisposta una stima dei costi dell’opera, gli “stati” fecero stampare la moneta necessaria, con cui furono pagati i lavoratori ed i fornitori dei materiali. La nuova sede del mercato fu inaugurata il 12 ottobre 1822, e la moneta, man mano messa in circolazione, consentì, oltre alla costruzione dell’opera pubblica, anche la ripresa delle attività economiche, poiché il popolo fu in condizione di compiere anche operazioni commerciali utilizzando la moneta come strumento di scambio. Ricordiamo al lettore la frase di Ezra Pound riportata all'inizio del X capitolo del libro – La banca la moneta e l’usura -  “Dire che uno Stato non può perseguire i propri scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire strade per mancanza di chilometri”


Testo realizzato con il supporto del Dr. Bruno Tarquini (*), autore del libro - LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita – Le pagine interessate del libro sono pag.97 e il capitolo che inizia da pag 112,  Per richiedere il libro contattare Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare  N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024

(*) Bruno Tarquini:
nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza  nel 1948 presso l’Università  di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. E’ stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’ Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado: infine nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello.
Gli studi giuridici e l’attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali, con particolare riguardo alla storia ed alla “controstoria”.
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Note di filosofia del valore

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del prof. Giacinto Auriti

“ Lo spazio coincide solo col presente, tutto il resto è tempo ! “

Tutte le scuole di scienze sociali ed economiche si sono trovate, finora, nell'impossibilità di realizzare una seria indagine scientifica perché mancavano dei presupposti di filosofia del valore assolutamente indispensabili per conoscere e definire l'oggetto stesso della loro ricerca.
Poiché ogni serio procedimento scientifico, libero dalle banali e gratuite costruzioni del pragmatismo empirico, muove dalla precisazione di un postulato iniziale la cui veridicità può essere solo constatata e non dimostrata, noi assumiamo il postulato che il valore è un rapporto tra fasi di tempo. Così, ad es., la penna ha valore perché si prevede di scrivere, il coltello ha valore perché si prevede di tagliare, la moneta ha valore perché si prevede di comprare, ecc.. Sicché il valore è il rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto.
Posto che il tempo è l'io che si pone come realtà in quanto capacità in atto di ricordare, constatare e prevedere, potrebbe sembrare, a prima vista, che non esiste una dimensione oggettiva del tempo perché coincidente con l'io pensante. Ci si rende conto, invece, che esiste il tempo oggettivo purché si tenga conto del fondamentale principio ermeneutico della precisazione del punto di osservazione della realtà. Poiché la costante del tempo è il presente che è l'io pensante nella sua continuità vitale, il momento ricordato e quello previsto non sono ovviamente il presente: sono tempi pensati e non pensanti. Il punto di osservazione della realtà è l'IO PENSANTE. Lo spazio è il momento oggettivo del presente. Lo spazio, infatti, coincide solo col presente. Tutto il resto è tempo. Sicché, quando i monetaristi pretendono di definire il valore come una proprietà della materia - ad es. il valore intrinseco dell'oro considerato come proprietà del metallo  - cadono nell'insanabile errore di considerare il valore nella dimensione dello spazio e siccome abbiamo evidenziato che il valore è sempre una previsione cioè una dimensione del tempo, cadono nell'assurda pretesa di andare alla ricerca del valore dove non c'è.
Anche l'oro ha valore per convenzione, cioè per la previsione della accettazione altrui come condizione della propria accettazione come misura del valore e valore della misura. Anche nell'oro, tradizionalmente utilizzato come simbolo monetario, si è verificato il fenomeno dell'induzione giuridica. L'oro, come ogni moneta anche se costituita da simboli di costo nullo, è una fattispecie giuridica. Solo su queste premesse è possibile porre la distinzione fondamentale tra fisiologia e patologia del valore, come presupposto di tutte le categorie scientifiche, in cui il ricercatore deve avere la piena consapevolezza che la sua capacità conoscitiva è normale nel coordinamento ordinato e contestuale della dimensione temporale e spaziale. Il giudizio di valore è normale solo se si distingue il momento strumentale: oggettivo, dal momento edonistico: soggettivo.
Ciò significa che il giudizio di valore è normale solo se si basa su una concezione dualistica di filosofia della conoscenza che distingue tra soggetto ed oggetto. Il momento strumentale è il momento oggettivo del valore perché è il momento soggettivo del tempo. Esso coincide sempre col presente, cioè con l'io pensante. Il giudizio di valore è anormale quando si confonde il momento strumentale con quello edonistico, cioè quando, in applicazione della concezione monistica di filosofia della conoscenza che riduce la realtà all'idea della realtà, si confonde l'oggetto col soggetto e quindi il momento strumentale, oggettivo con quello edonistico, soggettivo.
La conseguenza macroscopica di questa deformazione del giudizio di valore è il fenomeno della personificazione dello strumento che ha determinato, nel diritto societario, la sconvolgente MALATTIA CULTURALE della c. d. soggettività strumentale per cui la società non è considerata come l'insieme dei soci legati dal rapporto organico, ma come concetto senza contenuto umano: vero e proprio fantasma giuridico. Stato costituzionale, stato, banca, ne sono macroscopiche testimonianze. Il vero ed inconfessabile scopo della strategia culturale che ha concepito e realizzato il fenomeno della soggettività strumentale, è stato consentire alle società strumentalizzanti la mostruosa rappresentanza organica del momento edonistico del valore, che è il capitalismo. Come dire che mentre il popolo assume la funzione di avere fame, il Governo assume quella di mangiare in rappresentanza del popolo.
L'esperienza storica del razionalismo hegeliano ci ha insegnato che il monismo è stato strumentalizzato per confondere l'oggetto col soggetto, cioè l'io col non io, ossia l'io col tu e il mio col tuo, perché il tuo possa diventare mio. Poiché non è concepibile uno strumento senza chi lo adoperi, così come non è concepibile un'automobile senza un autista, non è concepibile una soggettività strumentale senza una società strumentalizzante che è la Massoneria nello Stato costituzionale, la Nomenclatura nello Stato socialista, il Sindacato di maggioranza degli azionisti nella Società anonima, o nella multinazionale. Ridotto il concetto di società a strumento, cioè a concetto senza contenuto umano, la conseguenza ineluttabile è stata la sostituzione della regola del servirsi a quella del servire (proprio della società organica e del diritto naturale) perché è ridicolo pensare che si possa servire uno strumento. Sostituire la regola del servirsi a quella del servire significa sostituire al principio del "conviene essere giusti" il principio del "è giusto quello che conviene". L'interesse sociale non può qui coincidere con quello dei soci, perché la "società strumentale" non è "I soci". Si maschera, così, sotto la parvenza di interesse sociale, quello di un fantasma giuridico che altro non è che il paravento delle grandi mangiatoie delle società strumentalizzanti.
Ecco perché, con l'avvento delle soggettività strumentali, si sono vissuti e si vivono necessariamente solo tempi di decadenza, perché comandano i peggiori.
Su queste premesse, si spiega il fenomeno di tangentopoli che non può essere considerato come occasionale aumento statistico di delinquenza politica, ma come segno dei tempi. E la proiezione storica della grande malattia culturale del monismo hegeliano. Essendosi ridotta la realtà all'io pensante, si è conseguentemente ridotto il concetto di utilità all'utilità dell'io e si è, quindi, confuso l'utilità con l'egoismo.
Gli strumenti utilizzati per l'instaurazione della mostruosa rappresentanza organica dei momento edonistico del valore sono stati essenzialmente gli Stati costituzionali (sia liberali che socialisti), le Banche centrali, le Società anonime e le Multinazionali. Poiché il godimento dei beni si realizza praticamente nel diritto di proprietà - che è appunto "godimento dei beni giuridicamente protetto" - il capitalismo ha realizzato l'espropriazione dei popoli, o con la norma costituzionale degli Stati socialisti nel capitalismo di Stato, o con la moneta nominale (che è moneta-debito perché emessa in prestito dalle Banche centrali) nel capitalismo usurocratico degli Stati liberali, o col conferimento del capitale nelle Società anonime in cui si trasforma il socio da proprietario in azionista, cioè creditore di un credito inesigibile pari a tutto il capitale conferito. In tutte queste fattispecie, il comun denominatore è che la proprietà diventa apparentemente di un fantasma giuridico, sostanzialmente delle società strumentalizzanti: la Nomenclatura, negli stati socialisti, la Massoneria, in quelli liberali, il Sindacato di maggioranza del pacchetto azionario (che non ha nulla a che fare con la maggioranza degli azionisti) nelle c. d. società di capitali: essenzialmente banche e multinazionali.
Su queste premesse ci si rende conto che la collettività umana vive, oggi, in un sistema che ha le prerogative dell'allevamento di bestiame e non quelle della società degli uomini. Ciò è stato possibile perché si è realizzata una strategia di dominazione mediante una cultura iniziatica, basata su principi di etica economicistica.

Tratto da CHIESAVIVA  Luglio-Agosto 2001
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" L'Europa dei banchieri contro la Costituzione ":

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... esattamente con questo titolo (cfr. Il Tempo, 22 giugno 2004, p.7) o, con titoli analoghi, la grande stampa ha dato la notizia sconvolgente che è iniziata la fase conclusiva della Rivoluzione Francese.
Noi l'avevamo già preannunciata su Abruzzopress (3 giugno '04, n.180) con queste testuali parole:

"Lo Stato di diritto ha considerato nel proprio ordine costituzionale, solo i tre poteri: legislativo, giurisdizionale ed esecutivo. Il quarto potere della sovranità monetaria se lo sono fagocitato, nel silenzio, le banche centrali, S.p.A con scopo di lucro… ecco perché dobbiamo completare la Rivoluzione Francese: la sovranità monetaria va attribuita allo Stato - come Quarto Potere Costituzionale - e tolta alla banca centrale. Non è più tollerabile che, in uno Stato di diritto, la funzione costituzionale della sovranità monetaria sia esercitata da una S.p.A. con scopo di lucro... L'urlo del Ca ira deve tornare sulle piazze, davanti alle sedi delle banche centrali e nei Tribunali. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri."
Quando la governance economica programma "maggiori poteri alla Commissione nella sorveglianza dei conti pubblici…" pone necessariamente un conflitto di interessi tra la volontà del Padrone (la banca centrale) e quella dei camerieri (i governi).
Ha denunciato esplicitamente l'eventualità di questo conflitto Mario Borghezio:
" Questa è una costituzione per l'Europa dei banchieri. Noi combattiamo invece per l'Europa dei Popoli…"
La diagnosi è esatta. Manca la terapia. Si impone la necessità di uscire dalle formule approssimative e generiche per proporre:

 1) l'attribuzione allo Stato della sovranità monetaria come quarto potere costituzionale;
 2) la proprietà della moneta al Popolo come REDDITO di CITTADINANZA;
 3) l'emissione di moneta senza riserva, di PROPRIETA' del PORTATORE, come oggetto di diritto sociale (a norma del 2° co. dell'art. 42 della Costituzione Italiana);
 4) poiché il mercato è saturo sia di beni che di moneta quando i prezzi coincidono con i costi di produzione, solo quando questa coincidenza si verifica, va sospesa sia la produzione dei beni che l'emissione di moneta in attuazione del quarto potere costituzionale della sovranità monetaria;
 5) va costituito il Ministero per il risarcimento dei danni da usura (come i danni di guerra);
 6) va sancita, con provvedimento di urgenza la moratoria dei debiti bancari e fiscali, perché basati sull'illecito del debito da signoraggio che ha trasformato il portatore da proprietario in debitore della propria moneta;
 7) dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini, lo Stato deve trattenere all'origine, all'atto dell'emissione, quanto necessario per esigenze di pubblica utilità, eliminando il 100% dei prelievi fiscali.
Questi fondamentali principi normativi si desumono dalla definizione del valore come rapporto tra fasi di tempo e conseguentemente del valore monetario come VALORE INDOTTO.

Solo su questi principi la governance economica proposta nel patto costituzionale europeo potrà realizzare l'Europa dei Popoli. Altrimenti si continuerà nella tradizione dei camerieri dei banchieri in cui la sovranità monetaria è retta dalla banca centrale, S.p.A. con scopo di lucro. L'urlo del Ca ira deve tornare per scrivere la pagina conclusiva della Rivoluzione Francese. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri.


 Avv.prof. Giacinto Auriti


Fonte www.abruzzopress.it del 29-05-04
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La 4° funzione Costituzionale dello Stato

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LA  SOVRANITÀ  MONETARIA
Di
Giacinto Auriti

Quando la moneta era d’oro, lo stato aveva la sovranità monetaria perché la moneta, sin dall’emissione, era proprietà del portatore.
Dei valori monetari partecipava tutta la collettività secondo il principio della società organica che è la proiezione storica dell’apologo di Menenio Agrippa: lo stomaco gode della sua funzione a parità di condizioni con tutte le membra. Con l’avvento dello stato costituzionale, la quarta funzione dello stato è stata assunta dai grandi usurai.
Ciò spiega perché la Rivoluzione Francese fu promossa dalla Banca d’Inghilterra e dall’eresia protestante che entrò in Europa continentale non con la fondazione di una “chiesa”, ma di una “banca”: la Banca Protestante presieduta dal Necker, consigliere finanziario di Luigi XIV. I banchieri ben sapevano che il valore sta nel “tempo” non nello “spazio”: è una “previsione” e non una “merce”, tanto è vero che la moneta ha un valore arbitrariamente illimitato, anche se il simbolo è di costo nullo (carta). Anche il valore dell’oro non stava nel metallo, ma nella “previsione di poter comprare”.



Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%. In tal modo le monarchie cattoliche della vecchia Europa sono crollate perché trasformate da “proprietarie” in “debitrici” del proprio denaro. I banchieri si sono comprarti i re, digiuni di cultura monetaria, con il corrispettivo del debito, cioè “arricchendoli” di “moneta-debito”: la c.d. “moneta nominale”.
Quando la moneta era d’oro chi trovava la pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera e questa regola valeva per tutti: re, nobili e plebei. Con l’avvento dello stato costituzionale, al posto della miniera sta la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito perché la banca emette moneta solo prestandola e la moneta circola gravata del debito non dovuto al signoraggio bancario.
Con un costo iniziale del denaro, all’origine, del 260% comprensivo di capitale ed interessi, si è resa impossibile la puntualità dei pagamenti.
È nata così l’epidemia del “suicidio da insolvenza” che non ha precedenti nella storia e che è il segno dell’avvento dell’usurocrazia. Le vicende scandalose dei drammi economici, che hanno dilaniato la società del nostro tempo, impongono ormai l’assoluta, inderogabile necessità, di considerare nella costituzione la funzione monetaria dello stato.

Fino ad oggi ciò non era possibile perché mancavano i due cardini fondamentali della scienza monetaria: a) la definizione del valore monetario come valore indotto, e b) la legge della rarità monetaria che, in sintesi, sono i seguenti:
aa) Il valore indotto -
Posto che ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore e la qualità della rarità perché sono rari (economici) i beni di cui misura il valore.. La moneta è pertanto misura del valore e valore della misura che è il potere d’acquisto che basa sulla previsione di poter acquistare (creata per convenzione come ogni misura) e non sulla riserva.
bb) La legge della rarità monetaria.
Poiché il prezzo di mercato non è solo l’indice del valore dei beni, ma anche del punto di saturazione del mercato – per cui il mercato è saturo quando i prezzi tendono a coincidere con i costi di produzione - solo quando questa coincidenza tende a verificarsi, occorre fermare sia la produzione dei beni che l’emissione monetaria. Su questi fondamentali principi è possibile concepire la funzione monetaria come quarto potere dello stato costituzionale perché consentono di definire il “dover essere” dell’organo monetario.

All’attuale “arbitrio” dei governatori delle banche centrali va sostituita la “discrezionalità tecnica” di una funzione organica, esattamente definita ed eticamente e giuridicamente limitata e finalizzata al bene comune, non a quello dell’usura.
L’emissione e l’utilizzazione della moneta vanno programmate sulle finalità di interesse pubblico e privato senza alcun problema di rarità perché – liberata la moneta (con la scoperta del valore indotto) dall’equivoco della riserva (peraltro abolita dal 15 agosto 1971) – l’emissione monetaria va commisurata alla quantità dei beni e servizi misurati e misurabili nel valore, considerando come tali, non solo i beni e servizi esistenti, ma anche quelli previsti.

La previsione dei beni producendi è, di per se, un bene (Si pensi ad es. al valore di un brevetto). Per quanto riguarda la destinazione d’interesse pubblico, va evidenziato che – dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini – lo stato dovrà trattenere all’origine quanto necessario per esigenze fiscali e di pubblica utilità, liberando i contribuenti dal peso di milioni di ore di lavoro banalmente distrutti per mere formalità contabili e amministrative.
Merita inoltre di essere evidenziato il comportamento delle banche centrali che pretendono di vantare, come pubblico interesse, la destinazione a “riserva” anche dei beni diversi dall’oro. La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta.
Per quanto riguarda la destinazione d’interesse privato, va precisato che ad ogni cittadino spetta, all’atto dell’emissione, la sua quota di “reddito monetario di cittadinanza”, in attuazione del disposto del 2° co. dell’art. 42 della Costituzione, che prevede l’accesso alla proprietà per tutti. Si realizza in tal modo un diritto della persona con contenuto patrimoniale, non come elemosina di stato, ma come acquisto della proprietà, a titolo originario, perché ogni membro della collettività contribuisce a creare il valore convenzionale della moneta, per il solo fatto che l’accetta.

Col reddito di cittadinanza si finanziano i produttori, finanziando i consumatori, che è l’unico modo razionale per evitare elargizioni di moneta in base a scelte arbitrarie e clientelari. Sostituendo all’oro il simbolo cartaceo, la moneta nominale ha acquistato due qualità tra loro in contrasto, anche se non incompatibili: la rarità programmata ed il costo nullo che hanno dovuto operare nell’esperienza della circolazione monetaria esasperando la separazione culturale tra quelli che sanno: i padroni del signoraggio monetario, e quelli che non sanno: gli altri. In conclusione, il quarto potere costituzionale deve essere concepito sulla finalità di restituire allo stato la funzione monetaria ed al popolo la proprietà della moneta.
Questa riforma è diventata ormai indispensabile per uscire dall’asservimento al “signoraggio bancario” e dare inizio ad un regime di democrazia integrale in cui i popoli non abbiano solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, per vivere tempi nuovi a dimensione umana, liberi dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile dei debiti non dovuti alla grande usura.
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Osservatori sul credito

Postato in Notizie essenziali
Per integrare il nuovo servizio, proponiamo di scrivere al Prefetto

già da tempo è attivo il nuovo servizio, poco conosciuto dalla gran parte della gente, su molti siti delle prefetture c'è uno spazio dedicato  -Osservatori sul credito-
Stimoliamo a inviare la lettera che segue, spedite una raccomandata al prefetto presso la vostra prefettura di appartenenza, se volete risparmiare spedite una lettera prioritaria, come ultima soluzione inviate una e-mail alla prefettura di competenza, diffondete tra amici.



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Al Preg.mo PREFETTO di …………
Egregio Dr. …………………,

Oggetto : segnalazione

Ill.mo Sig. Prefetto,
visitando il sito di alcune Prefetture, come Chieti e Firenze, con piacere abbiamo notato lo spazio dedicato ai cosiddetti “Osservatori sul credito” e nel contempo da comuni cittadini, per mera curiosità, siamo andati a visitare i siti di altre prefetture,  per vedere in che modo  affrontavano l'argomento, e con rammarico abbiamo constatato che molte delle predette si limitano a dare un indirizzo e-mail dove inviare i reclami, senza fornire spiegazioni utili e funzionali sul servizio offerto.
A tal proposito vi proponiamo, nel pieno rispetto del ruolo che Voi rivestite, di valutare un metodo informativo che sia più esaustivo possibile sull'iniziativa in corso, al fine di garantire un’informazione capillare ed efficace alla gran parte dei cittadini.

Noi abbiamo massima fiducia nelle istituzioni, tuttavia auspichiamo che quest’ultime siano sempre  rappresentate da uomini che siano motivati da autentico spirito di servizio a favore della collettività tutta.



Quanto segue è stato tratto dal sito internet  de - la Repubblica - notizia del 17-03-09
Draghi: "Evitare ingerenze politiche sul credito"

Il governatore di Bankitalia in Parlamento: "Dai prefetti nessuna pressione sulle banche. Banca d'Italia non ha mancato in vigilanza". Sulla situazione economica: "La recessione continuerà, atteso forte calo dell'economia”.
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In risposta a questo comunicato stampa che lascia prefigurare scenari sempre più allarmanti,  ci permettiamo, con assoluta modestia, di segnalare un argomento di vitale importanza per tutti: la PROPRIETA' POPOLARE della MONETA legata indissolubilmente alla scoperta del VALORE INDOTTO della MONETA, teorizzata e formalizzata dal Ch.mo Avv. Prof. Giacinto Auriti nei propri scritti e che trovò la sua applicazione pratica nell'esperimento monetario del SIMEC (Simbolo Econometrico di valore indotto) svoltosi con successo a Guardiagrele (CH).

Sulla scorta di quanto detto finora relativo al noto esperimento monetario summenzionato, non a caso, in molti paesi del mondo sono in corso, con effetti positivi, esperimenti di moneta locale che hanno letteralmente rivitalizzato le deboli economie locali restituendo loro fiducia e speranza nel futuro.

In proposito ci auguriamo vivamente che facciaTe approfondimenti a riguardo, e che nasca in Voi  un interesse concreto per l'argomento propostoVi ottemperando legittimamente alle funzioni che la legge Vi riconosce in materia di controllo ovvero di vigilanza sulla condotta posta in essere dalle banche concernente il delicato settore finanziario.

Per concludere, in sintonia alle funzioni di governo del territorio a Voi attribuite ex lege abbiamo avuto modo di conoscere sui siti delle Prefetture il ruolo che il Prefetto riveste, e ci siamo chiesti, senza voler sembrare invadenti ovvero nell’ossequioso rispetto del Vostro ruolo, se sia praticabile un effettivo coordinamento tra le varie prefetture presenti sul suolo nazionale, allo scopo di arginare l’ulteriore crisi economica in arrivo, già preannunciata dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi.
Qui di seguito ci permettiamo, da onesti cittadini di questo Stato, con assoluta deferenza, di sottolineare le funzioni chiave del Prefetto di cui ovviamente siete già a conoscenza e nel contempo di indicare alcune lecite considerazioni, nella consapevolezza che qualcosa in proposito si può fare: 

-La Prefettura- Ufficio Territoriale del Governo è un Ufficio periferico del  Ministero dell'Interno con funzioni di rappresentanza del Governo centrale nel territorio della Provincia.-
Se è un ufficio territoriale del Governo deve fare gli interessi di tutto il popolo; dunque quando Draghi dice: “Dai prefetti nessuna pressione sulle banche“ Che significa che non vuole avere interferenze?
Ancora, quando dice: “la Banca d'Italia non ha mancato in vigilanza” ci sovviene dire che certamente hanno vigilato, ma per i loro esclusivi interessi che non coincidono, di certo, con quelli dei cittadini.  Al Dr. Draghi occorre dire che a causa di questo regime monetario corrente, basato sulla moneta debito del portatore, la vita della nostra comunità nazionale sconta una povertà sempre più tangibile.  

-Il Prefetto è il rappresentante del governo in provincia. Attua gli indirizzi del Governo e fornisce agli organi centrali dello Stato la collaborazione necessaria a individuare le esigenze della collettività locale. –
In questo periodo di forte recessione, che sta martoriando incessantemente le già falcidiate famiglie italiane e non solo, sarebbe utile fornire agli organi centrali dello Stato, in auspicabile collaborazione, informazioni che rendano edotti gli stessi insieme all’irrinunciabile apporto del Parlamento nazionale ad attivarsi fattivamente in favore delle suddette, affinchè realizzino, quanto prima, un strumento di pagamento di PROPRIETA’ del PORTATORE, secondo gli insegnamenti tramandatici dal compianto Prof. Giacinto Auriti, volto a soddisfare le impellenti ed indifferibili esigenze della collettività locale e nazionale, in modo tale che ogni individuo riesca a vivere in modo dignitoso e consono alla sue legittime aspettative.

- In tale ottica, la Prefettura-U.T.G.  svolge anche importanti compiti di  raccordo  e  mediazione tra le istituzioni pubbliche e private, per la risoluzione di problematiche di  carattere sociale. –
L’impareggiabile prof. Giacinto Auriti diceva: ”Quando i banchieri prevedono crisi, bisogna crederci, loro sono in grado di fare previsioni, perché sono in grado di causarle!”.
Il dott. Draghi di concerto con gli altri banchieri si sono già purtroppo espressi inequivocabilmente su questo argomento, pertanto vi invitiamo a non aspettare ulteriormente, onde evitare drammatiche conseguenze di carattere sociale, che ogni giorno che passa risultano più acute e probabilmente irreparabili se non si interverrà con grande tempestività.
L’Italia e gli italiani hanno dimostrato in passato di rappresentare una grande Nazione e di sapersi rialzare con coraggio e grandi sacrifici dalle enormi difficoltà incontrate e crediamo, in questo senso, che chi ci governa ha il dovere non solo giuridico, ma altresì morale di indicare a chiare lettere, come sta cercando di fare l’attuale Ministro dell’Economia On.le Giulio Tremonti, la strada maestra che cambi in misura radicale il destino del nostro paese.
Noi nel frattempo, senza alcuna presunzione, ci auspichiamo  che la moneta nasca di PROPRIETA’ dei CITTADINI e che sia ACCREDITATA ad ognuno come "REDDITO DI CITTADINANZA".

La PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA, già scientificamente provata, può rappresentare un vero e proprio punto di svolta per la nostra economia ed essere un esempio significativo anche per altri nazioni che si trovano, in questo momento ad affrontare, come Noi, una gravissima crisi finanziaria.  
Nella circostanza pregandoVi per un Vostro interessamento e ispirandoci al nobile pensiero della scuola auritiana porgiamo i migliori saluti.

Con Alta Considerazione


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Per comunicare con Skype digitare il nome: moalpo
Per contatti    moalpo@gmail.com
Tel.  3346157151 Dalle 10. 00 alle 12.30
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Domande e Risposte sul SIMEC

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1° Domanda: la causa della cessata circolazione.

La circolazione dei SIMEC cessò a causa del loro sequestro operato dalla Guardia di Finanza su ordine del Gip del Tribunale di Chieti. Questo evento ha fatto venire meno la fiducia tra la collettività di Guardiagrele, anche se successivamente ci fu il dissequestro ormai la convenzione era stata compromessa, anche se il ricorso del prof. Auriti fu accolto dal Tribunale di quella città, iI SIMEC ha resistito vittoriosamente anche ad inchieste di carattere penale, promosse da magistrati frettolosi e certamente poco competenti nella materia monetaria. Il Tribunale di Chieti, infatti, con ordinanza del 30 agosto 2000, su ricorso di Auriti, ha ordinato la revoca del sequestro dei SIMEC, che era stato disposto dal Gip con decreto del precedente 9 agosto, ritenendo tra l'altro che: "nella vicenda in esame emerge evidente l'assenza del presupposto primario ed indefettibile rappresentato dalla necessaria commissione di un fatto di reato"; che "è, invero, proprio il portatore del documento che gli conferisce valore"; che Auriti "non acquisisce fondi provenienti dal risparmio, ma - per così dire- favorisce il consumo"; e che "tutti e tre i dedotti momenti - libertà negoziale, d'iniziativa privata e di associarsi - rivestono rilievo costituzionale e non possono subire compressioni ingiustificate". Inoltre, quasi a dimostrazione di come l'esperimento di Auriti sia l'opposto di quanto viene invece operato dal sistema bancario, il Tribunale ha rilevato che "manca qualsiasi attività di utilizzazione delle somme ottenute dalla compravendita dei SIMEC da parte dell'emittente-venditore, posto che le stesse restano 'in toto' destinate alla conversione in favore dei commercianti aderenti all'iniziativa" e, infine, che "è assente qualsiasi forma di lucro".  la quale da completamente ragione al ricorrente. Siamo ancora in attesa di notizie su l'esito finale del processo penale, ma in ogni caso ritengo che sia rimasto estinto a causa della morte del prof. Auriti. Non sappiamo neanche l'esito della causa civile promossa a suo tempo da Auriti contro la Banca d'Italia e pendente dinanzi al Tribunale di Roma: in merito a questa causa, peraltro a pag. 37-42 del libro - La banca, la moneta e l’usura – troviamo un sostanziale contenuto della comparsa di risposta della convenuta Banca d'Italia, veramente illuminante sulla questione e che contraddice solennemente il governo, che, rispondendo a due interrogazioni parlamentari sul merito, aveva dato al problema una risposta del tutto errata, non sappiamo se volutamente o no (v. le pagg. 25-35 de La banca, la moneta e l’usura ).

Testo realizzato con il supporto del Dr. Bruno Tarquini, autore del libro - LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita - a pag.112, Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare  N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024 

2° Domanda: prospettive future di una eventuale riproposta.

La risposta è veramente difficile. La situazione, con l'avvento della moneta unica europea e con il conseguente predominio della Banca Centrale Europea, è diventata molto più difficile. Occorrerebbe innanzitutto che della questione si impadroniscano gli organi di informazione in modo da fornire ai cittadini la più completa consapevolezza del problema, dalla maggior parte del tutto ignorata, e in secondo luogo che di una eventuale riproposta si rendano promotori istituzioni pubbliche, come potrebbero essere Comuni. Province. Regioni o Stato, i soli che potrebbero immettere nel mercato monete parallele all'Euro. 

A tal proposito vi proponiamo quanto segue:

– SIMEC terza generazione ?

Sul sito www.simec.org, oltre a proporre la PROPRIETA’ POLARE della MONETA, intendiamo trattare argomenti che diano linee guida a tutti gli enti  interessati a introdurre un mezzo di pagamento alternativo alla moneta corrente.

Rimanendo fedeli alla scuola auritiana, se lo ritenete conveniente, potete aggiungere quello che per voi è importante,  inviate suggerimenti a questo indirizzo  moalpo@gmail.com 

In seguito faremo una sintesi di tutte le modifiche ricevute e renderemo visibile il testo definitivo a tutti i visitatori del sito.

Quanto segue è per aver presente che il Professore Giacinto Auriti operava su DUE fronti:

-  Il PRIMO era di fare in modo che la moneta all'atto dell'emissione fosse del popolo, e non della banca come oggi è, già con la lira intraprese diverse iniziative, ricordiamo le più importanti: le denuncie per cinque reati a due governatori della banca d'Italia, Ciampi e Fazio e dei Disegni di Legge presentati al Senato nella XII legislatura Dis. Legge n. 1282 e nella XIII legislatura Dis. Legge N. 1889. Mentre nella fase pre-euro fece la - diffida alla BCE ad emettere l'euro –, visibile on-line sul sito www.simec.org, in ogni modo Auriti sapeva che è possibile l'attuazione della moneta di proprieà di popolo, solo quando la gran parte della popolazione arriva a conoscere come stanno le cose, quindi ogni iniziativa volta a diffondere il messaggio di Verità la intraprendeva, ricordiamo un convegno ormai storico, – Giustizia Monetaria – tenutosi a Guardiagrele il 13-09 02,  con tanti e autorevoli relatori, la sala era gremita, li si riproponeva un Disegno di Legge per l'euro di proprietà dei popoli europei e si stilava il Manifesto per la GIUSTIZIA MONETARIA una sintesi è visibile al seguente collegamento http://www.maza.it/simec/testi/volantino.htm

- Il SECONDO fronte del prof. Auriti era proporre come difesa immediata alla grande usura, operata dalla banca centrale, un mezzo di pagamento alternativo, che circolasse parallela  alla moneta corrente, con la caratteristica di essere di proprietà del portatore, e non debito del portatore come oggi è l'euro, con il debutto del SIMEC ha dimostrato che questo può funzionare, quando la moneta è di PROPRIETA' del PORTATORE tutti i cittadini riescono a vivere in modo consono alle loro aspettative.

Questo breve documento serve a indicare la via da percorrere a tutte quelle persone che hanno un ruolo di rilievo nell'ambito sociale, politico, amministratovo ed economico, chi intraprenderà tale iniziativa, che è a favore del popolo dimostrerà di voler serviRE la collettività e quindi da meritare di essere sostenuto in ogni occasione che si presenta. Ci rivolgiamo a uomini di Buona Volontà, in modo particolare a chi si trova nei governi regionali, provinciali, o comunali, compreso associazioni di categoria come Confindustria, Confartiginato, Confcommercio, Confesercenti . . . Sindacati di categoria CISL, UIL, CGIL, UGL . . . Enti ed associazioni che hanno scopi benefici come ad esempio la Caritas, ecc . .

Mentre gli enti locali, come i Comuni, potranno attivare un CODICE dei REDDITI SOCIALE per ogni residente, così da dare beni di proprietà del portatore, come era il SIMEC, a titolo di REDDITO di CITTADINAZA, specialmente a chi non lavora per vari motivi, come: età, invalidità, malattia, disoccupazione, ecc. 

Una volta raggiunto l’accordo tra le parti, l’ente preposto acquisterà al costo tipografico il  - bene di proprietà del portatore – e lo potrà usare anche come rimborso, anche parziale, del prelievo fiscale che ormai è giunto a livelli insopportabili.

In un testo definitivo ci sarà l'invito ad un dialogo tra le parti citate in precedenza, e fintanto che non si realizza l'euro di proprietà di popolo è bene adottare per un mezzo di pagamento alternativo alla moneta corrente.

Tra le prime andate in onda e le ultime  trasmissioni televisive di – MONETA al POPOLO –, condotte dal Prof. Giacinto Auriti, si evince che una soluzione  opportuna per il momento che attraversiamo è il SIMEC di carta filigranato in oro o argento, successivamente, appena la gente capisce che la moneta ha valore per una convenzione, la filigrana si può eliminare tornando a farlo solo di carta, riducendo i costi della stampa.

Ad Auriti stesso era stato posto il quesito: Il SIMEC, moneta mondiale ?  Il Professore rispondeva dicendo : " Anche se non si chiamerà SIMEC, necessariamente dovrà avere le sue caratteristiche: SENZA riserva e di PROPRIETA' del PORTATORE ".

Il mezzo di pagamento parallelo che si intenderà adottare dovrà essere fedele alla scuola auritiana.

(Vedi Nota sotto* ) Secondo la grazia di Dio che è stata data a Giacinto Auriti, come  uomo di buon senso ideatore e realizzatore del SIMEC  ha posto le fondamenta; altri poi vi costruiranno sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è di ispirazione evangelica.. .

Portiamo un esempio che vale  anche per altre categorie.

Alla Confindustria va proposta la soluzione per risolvere la gran parte dei problemi  delle aziende Italiane, che è l'attuazione della PROPRIETA' POPOLARE della MONETA, in modo che una volta acquisita questa nuova scuola monetaria, se d'accordo i modi per intervenire per il cambiamento non mancheranno, comunque  per l'immediato proponiamo l'integrazione dei salari con un mezzo di pagamento alternativo all'euro,  di PROPRIETA' del PORTATORE.

Mai come adesso è necessario  proporre ai soggetti interessati l'introduzione di mezzi di pagamenti paralleli alla moneta corrente, potranno essere dati in aggiunta agli stipendi, anche perché in periodi ricorrenti si torna a chiedere l' aumento salariale cosa non facile da ottenere e non conveniente a lungo termine, per il datore di lavoro aumentare la paga ha un costo e in paesi esteri extraeuropei il costo del lavoro è basso, se i lavoratori italiani diventano troppo cari le aziende si  sposteranno o faranno ricorso a manodopera di basso costo, così ci ritroveremo con persone valide escluse dal mondo del lavoro, e per giunta senza un salario, e per finire sul mercato avremo prodotti di qualità mediocre, ciò premesso evidenzia la necessita di intervenire nella direzione da noi indicata.

R.Carbone

( Nota ad opera dell'autore*) Tratto ispirato dalla Liturgia del giorno 09-11-08

Fratelli, voi siete edificio di Dio.

Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Seconda Lettura   ICor 3, 9c-11.16-17 - Voi siete il tempio di Dio. - Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi



Il testo in verde è del Dr. Bruno Tarquini, autore del libro - LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita - a pag.112, Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare  N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024

3° Domanda: che cosa dice la legge.

Su questa materia vigono le severissime norme del trattato di Maastricht (art. 105,107 e 108) che lo Stato italiano ha recepito nel proprio ordinamento, senza chiamare il popolo ad approvarle con referendum. Si giustifica questa grave omissione con il ricorso alla vigente Costituzione, secondo cui i "trattati internazionali" non possono essere sottoposti a referendum popolare. Questa giustificazione appare invece, a nostro parere, un po' debole, poiché bisognerebbe accertare innanzitutto se veramente il Trattato di Maastricht (con cui lo Stato Italiano, come altri, ha rinunciato alla propria sovranità monetaria) sia da ricomprendere nel vecchio concetto di "trattato internazionale" quale previsto da una Costituzione entrata in vigore nell'ormai lontano 1946. Se si rispondesse affermativamente, lo Stato iltaliano potrebbe inserire nel proprio ordinamento costituzionale anche altri trattati con i quali rinunciasse ad altri tipi di sovranità, come quella, tanto per fare un esempio, giudiziaria (ed in effetti ci si è già incamminati per questa strada con la creazione della Corte Internazionale di Strasburgo). Il contenuto dei citati articoli del Trattato di Maastricht potrà essere certamente conosciuto attraverso "internet".


Testo realizzato con il supporto del Dr. Bruno Tarquini, autore del libro - LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita - a pag.112, Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare  N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024
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SIMEC terza generazione?

Postato in Notizie essenziali

Sul sito www.simec.org oltre a proporre la PROPRIETA’ POLARE della MONETA intendiamo inserire un breve documento, che dia linee guida a tutti gli enti  interessati a introdurre un mezzo di pagamento alternativo alla moneta corrente. Rimanendo fedeli alla scuola auritiana, se lo ritenete conveniente, potete aggiungere quello che per voi è importante,  inviate a questo indirizzo  moalpo@gmail.com

In seguito faremo una sintesi di tutte le modifiche ricevute e renderemo visibile il testo definitivo a tutti i visitatori del sito

Quanto segue è per aver presente che il Professore Giacinto Auriti operava su due fronti:

-  il primo era di fare in modo che la moneta all'atto dell'emissione fosse del popolo, e non della banca come oggi, già con la lira intraprese diverse iniziative, ricordiamo le più importanti, la denuncia per cinque reati degli ultimi due governatori della banca d'Italia e dei Disegni di Legge presentati al Senato nella XII legislatura Dis. Legge n. 1282 e nella XIII legislatura Dis. Legge N. 1889. Mentre nella fase pre-euro fece la - diffida alla BCE ad emettere l'euro –, visibile on-line sul sito www.simec.org, in ogni modo sapeva che è possibile  realizzare questo, solo quando la gran parte della popolazione arriva a conoscere come stanno le cose, quindi ogni iniziativa volta a diffondere il messaggio di Verità la intraprendeva, ricordiamo un convegno ormai storico, – Giustizia Monetaria – tenutosi a Guardiagrele il 13-09 02,  con tanti e autorevoli relatori, la sala era gremita, li si riproponeva un Disegno di Legge per l'euro di proprietà dei popoli europei e si stilava il Manifesto per la GIUSTIZIA MONETARIA

- Il secondo proponeva come difesa immediata alla grande usura, operata dalla banca centrale, un mezzo di pagamento alternativo, che circolasse parallela  alla moneta corrente, con la caratteristica di essere di proprietà del portatore, e non debito del portatore come oggi è l'euro, con il debutto del SIMEC ha dimostrato che questo può funzionare, quando la moneta è di PROPRIETA' del PORTATORE tutti i cittadini riescono a vivere in modo consono alle loro aspettative.

Ora tocca a noi, questo breve documento serve a indicare la via da percorrere a tutte quelle persone che anno un ruolo di rilievo nell'ambito sociale, politico, amnistiativo ed economico, chi intraprenderà tale iniziativa, che è a favore del popolo dimostrerà di voler serviRE la collettività e quindi da meritare di essere sostenuto in ogni occasione che si presenta. Ci rivolgiamo a uomini di Buona Volontà, in modo particolare a chi sitrova nei governi regionali, provinciali, o comunali, compreso associazioni di categoria come Confindustria, Confcommercio, Confesercenti . . . Sindacati di categoria CISL, UIL, CGIL, UGL . . . Enti ed associazioni che hanno scopi benefici come ad esempio la Caritas, ecc . .

Mentre gli enti locali, come i Comuni, attiveranno un CODICE dei REDDITI SOCIALE per ogni residente, così potranno dare beni di proprietà del portatore, come era il SIMEC, a titolo di REDDITO di CITTADINAZA, specialmente a chi non lavora per vari motivi, come: età, invalidità, malattia, disoccupazione, ecc.

Una volta raggiunto l’accordo tra le parti l’ente preposto acquisterà al costo tipografico il  - bene di proprietà del portatore – e lo potrà usare anche come rimborso, anche parziale, del prelievo fiscale che ormai è giunto a livelli insopportabili.

Nel testo definitivo ci sarà un'invito ad un dialogo tra le parti citate in precedenza, e fintanto che non si realizza l'euro di proprietà di popolo adottare per un mezzo di pagamento alternativo alla moneta corrente.



Tra le prime andate in onda e le ultime  trasmissioni televisive di – MONETA al POPOLO –, condotte dal Prof. Giacinto Auriti, si evince che una soluzione  opportuna per il moneto che attraversiamo è il SIMEC di carta filigranato in oro o argento, successivamente, appena la gente capisce che la moneta ha valore per una convenzione, la filigrana si può eliminare tornando a farlo solo di carta, riducendo i costi della stampa.

Ad Auriti stesso era stato posto il quesito: Il SIMEC, moneta mondiale ?  Il Professore rispondeva dicendo : " Anche se non si chiamerà SIMEC, necessariamente dovrà avere le sue caratteristiche ".
Il mezzo di pagamento parallelo che si intenderà adottare dovrà essere fedele alla scuola auritiana.

(Vedi Nota 1 ) Secondo la grazia di Dio che è stata data a Giacinto Auriti, come  uomo di buon senso ideatore e realizzatore del SIMEC  ha posto le fondamenta; altri poi vi costruiranno sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è di ispirazione evangelica.. .

                                                                 - - - - - - - - - - - - - - - 
Portiamo un esempio che vale  anche per altre categorie.

Alla Confindustria va proposta la soluzione della gran parte dei problemi  delle aziende Italiane, che è l'attuazione della la PROPRIETA' POPOLARE della MONETA, in modo che una volta acquisita questa nuova scuola monetaria, se d'accordo i modi per intervenire per il cambiamento non mancheranno, comunque  per l'immediato proponiamo l'integrazione dei salari con un mezzo di pagamento alternativo all'euro, e di PROPRIETA' del PORTATORE.

Mai come adesso è necessario  proporre ai soggetti interessati l'introduzione di mezzi di pagamenti paralleli alla moneta corrente, potranno essere dati in aggiunta agli stipendi, anche perché in periodi ricorrenti si torna a chiedere l' aumento salariale cosa non facile da ottenere e non conveniente a lungo termine, per il datore di lavoro aumentare la paga ha un costo e in paesi esteri extraeuropei il costo del lavoro è basso, se i lavoratori italiani diventano troppo cari le aziende si sposteranno e ci troveremo persone senza un salario.

Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento invio saluti

Un saluto cordiale
Rocco Carbone  +  +  +

collaboratore del sito




 ( Nota+1) Fratelli, voi siete edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Tratto ispirato dalla Liturgia del Giorno   Domenica 09 Novembre 2008  DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE
Seconda Lettura   ICor 3, 9c-11.16-17
Voi siete il tempio di Dio. - Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi